martedì 14 giugno 2016

Ross Poldark, Winston Graham – recensione

Oggi, finalmente, posso parlarvi di Ross Poldark, primo romanzo della serie storica scritta da Winston Graham e pubblicato in Italia da Sonzogno.
Avrei voluto farlo prima ma impegni eccetera eccetera mi hanno resa un po' incostante in tutto: nelle letture, sul blog, nella vita in generale. 
Ho terminato il libro da poco, sebbene lo abbia iniziato diverso tempo fa – ma, appunto, momenti, situazioni, eccetera – e l'ho apprezzato tanto. Ma tanto. Adesso attendo con ansia la pubblicazione dei seguiti!

Vediamo nel dettaglio perché mi è piaciuto.
Innanzi tutto tocca precisare che ho letto il libro e ho anche visto la miniserie che la BBC ha tratto dai primi due romanzi e ne sono molto soddisfatta (sia dell'uno che dell'altra). 
Non ho mai nascosto il mio interesse per un certo tipo di narrazione (e, anche, per un certo tipo di ambientazione) e Ross Poldark rientra perfettamente in quello che mi aspetto da questo tipo di romanzi.
Non si tratta esattamente di un romanzo storico. O meglio, storico lo è senz'altro, ma si intuisce che non è un classico inglese, sebbene l'ambientazione e le vicende possano trarre in inganno.
In verità, ciò che fa intuire che non si tratta di un romanzo scritto realmente da un autore del '700 inglese è proprio la caratterizzazione di Ross Poldark, un uomo che, rientrato dalla guerra, non trova più ciò da cui si è separato prima di recarsi in battaglia: il padre è morto, lasciando Nampara – tenuta di famiglia – in stato di abbandono, Elizabeth – la sua promessa – ha sposato un altro uomo (il primo cugino di Ross) e tutto sembra essersi trasformato in qualcosa di arido ed estremamente freddo.
Un po' come la selvaggia Cornovaglia, dalle scogliere mozzafiato ma in ginocchio a causa della fame e della povertà dei suoi abitanti, dovuta in parte alla chiusura di alcune miniere di rame del circondario che offrivano sostentamento a gran parte della popolazione.

Fino a qui sembra essere un romanzo storico come tanti altri e, forse, per gran parte del romanzo lo è davvero ma, a un certo punto, ci si accorgerà della netta differenza.
Ross, infatti, non è il classico signorotto inglese arricchito, piccolo borghese che disprezza i poveri e, anzi, li maltratta facendo sì che lavorino per lui a condizioni a dir poco animalesche. No.
Ross è essenzialmente un buono, seppure con tutti i suoi difetti, e come tale si comporta con tutti: è vicino alle persone, è il tipo di uomo che si rimbocca le maniche e aiuta i propri dipendenti, è altruista e generoso, disposto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno. È forse già un socialista senza che se ne renda conto. Aiuta la comunità e la comunità gli restituisce prontamente l'aiuto, stringendo i denti quando c'è da stringerli e festeggiando con lui i momenti importanti.
Ross Poldark piace, piace alla gente e piace anche (e soprattutto) al lettore perché, a differenza dei signorotti dell'epoca, è consapevole che di nobile, nella sua famiglia, sia rimasto esclusivamente il cognome e si comporta di conseguenza, senza approfittare del nome per ottenere qualcosa.

È proprio il personaggio di Ross a rendere interessante il romanzo la cui trama è talmente tanto semplice che il rischio che potesse rivelarsi noioso era molto alto.
Dico questo perché per la prima metà del romanzo, il progetto di Ross Poldark è ricostruire Nampara e donarle nuovamente una dignità, mettendo mano anche alla vecchia miniera di famiglia per rimetterla in funzione. 
Le pagine inaspettatamente scorrono veloci, perché risulta davvero difficile non farsi coinvolgere, non appassionarsi alla vita semplice e tranquilla di Ross e non si smette mai di maledire Elizabeth – ma non faccio spoiler, tranquilli.
La seconda parte del romanzo è senza dubbio la più dinamica, i personaggi secondari assumono ruoli un po' meno secondari (nello specifico mi riferisco a Verity, prima cugina di Ross e sorella di Francis) e un evento – di cui non posso parlare senza incappare nello spoiler – cambierà radicalmente la vita di Ross, rendendolo un uomo meno spigoloso e arido.
Si prospetta davvero un'ottima saga e non vedo l'ora che vengano tradotti anche i seguiti!

Titolo: Ross Poldark
Autore: Winston Graham
Traduttore: Matteo Curtoni
Editore: Sonzogno
Prezzo: 18,50 € 
Pagine: 396
Il mio voto: 4 piume
Maggiori informazioni: scheda sul sito Sonzogno

10 commenti:

  1. Poldark <3
    (E sia maledetta Elizabeth sempre)

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    1. Elizabeth, odio profondo. Profondissimo.

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  2. Tanto amore per Poldark <3 Io aspetto la seconda serie più che i seguiti, ché la BBC sta avanti. ;)

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    1. Eh lo so che la BBC è avanti (e anche l'attore scelto per interpretare Poldark è avanti), ma il libro è <3 Non so se riesco a resistere all'attesa delle traduzioni.

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  3. Ma la storia d'amore c'è?
    @paolacsaba

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    1. C'è c'è, ma non te dico con chi :P

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  4. Lo devo leggere assolutamente!!!

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  5. Ma questo primo romanzo corrisponde alla prima serie?

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    1. La prima serie corrisponde ai primi due romanzi, più o meno. Quindi se non vuoi avere spoiler, ti consiglio di non vedere la serie fino a quando non avrai letto anche il secondo volume che, però, non so quando verrà pubblicato in Italia.

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