giovedì 10 novembre 2016

5 is megl che one #3 – ovvero 5 libri che voglio leggere asap


Eccomi, eccomi. Con un giorno di ritardo, lo so, ma c'è una ragione. La ragione è che mi sono preparata per il mio primo colloquio qui in Spagna e, quindi, vi lascio immaginare il mio stato d'animo tra martedì e ieri. In un'immagine? Se avessi potuto, avrei rosicchiato pure le unghie dei passanti, dato che le mie le avevo ridotte all'osso. Ebbene, il colloquio è andato – ormai è cosa passata – e quindi possiamo occuparci allegramente della terza puntata di 5 is megl che one, rubrica che forse piace più a me che a chi la legge. Ma anche chi se ne importa: a me piace e ya está. Mi piace scriverla, mi piace pensarla, mi piace l'idea, mi piace tutto. Eh, ce lo so che mi sto un attimo vantando ma hey, ogni tanto mi piace sentirmi una blogger talentuosa. E ricordate che il mio sogno nel cassetto è essere Carry Bradshaw, quindi ce devo crede almeno, no?
Oggi, finalmente, torno su questo blog per parlarvi di libri perché – sebbene qui tiri un vento che manco a Trieste – ieri è stata una fantasticherrima giornata e me ne auguro almeno altre 100 uguali a quella. E quando torna il buonumore, torna anche la voglia di stare in mezzo alle cose belle (cioè ai libri). 
Oggi voglio mostrarvi i 5 libri che voglio leggere il prima possibile. Ce li ho già tutti fisicamente, tranne uno, che sarà presto mio (e con presto intendo tra un'ora e mezza circa).

1. Lo schiavista di Paul Betty (The sellout).
Sì, è sulla bocca di tutti e voi sapete quanto io odi questa cosa, quanto io perda irrimediabilmente interesse per una cosa quando se ne parla in continuazione. Sono, infatti, ancora digiuna di tutto ciò che è uscito in libreria (o al cinema) e se ne è parlato a non finire: non ho ancora letto la Ferrante, non ho ancora letto Stieg Larsson, non ho ancora letto Stoner. E forse sono una delle poche a non aver ancora visto The Beach con Di Caprio. Con Lo schiavista, invece, il mio atteggiamento è differente (va' a sapè perché), forse è merito del booktrailer – che è un metodo di sponsorizzare i libri che ho sempre un po' snobbato –, forse è merito della copertina, o magari della trama.
È la storia di Bonbon, un nero della lower middle class che si presta a improbabili esperimenti sulla razza (e già qui il libro mi aveva conquistata); quando il padre viene ucciso da una sparatoria dalla polizia, si trova a dover fronteggiare le spese del funerale. Ma il girone della sfiga non è ancora terminato perché, come se tutto non fosse già allucinante, la cittadina nella quale è nato e vive, viene cancellata dalle carte geografiche. Insomma, questo Bonbon già mi sta simpatico alla quarta riga della trama. E lui, che pensa di fare? Ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nei ghetti. Che dire? Che ho proprio bisogno di una storia assurda e di un protagonista cinico. E provocatorio. E nero. E che fa parte di una minoranza.

2. No culpes al karma de lo que te pasa por gilipollas di Laura Norton.
Sì, è un chick lit e in spagnolo, per giunta. Scoperto per caso, grazie al trailer del film che uscirà nelle sale di tutta Spagna domani (qui se volete vederlo) è la storia di Sara, una ragazza che lavora in un negozio di piume. Sara, proprio come la Nereia di questi ultimi anni, è anche lei contornata dalla sfiga e da cose allucinanti che le succedono: gli affari non vanno bene, a lei succedono sempre cose cretine e fastidiose, i suoi genitori si trasferiscono nel suo appartamento (incubo!), la sua vita sentimentale è disastrosa – te capisco, amica, eccome se te capisco, qua coi casi umani abbiamo riempito anni e anni e anni della nostra vita – e la sorella... Be', la sorella comincia a frequentare il ragazzo di cui Sara era innamorata al liceo. Dici, altro? Be', sicuramente sì ed è quello che voglio scoprire quanto prima. Mi piace questo libro e mi dispiace che non sia stato tradotto in italiano perché sono sicura che parecchie di noi, in questo momento, abbiamo bisogno di una lettura così: divertente, leggera e, in un certo senso, rincuorante. Io sto uscendo per andarlo a comprare, così posso anche vedere il film il prima possibile. E voi? E voi se non parlate lo spagnolo, potete aspettare che ve lo traduca io (cosa super illegale eh, ma posso anche cimentarmi per qualche amica). E sennò: tutti a fare un corso base di spagnolo, forza!

3. It's kind of a funny story di Ned Vizzini.
In realtà questo libro esiste anche in italiano, si chiama Mi amazzo, per il resto tutto ok ed è fuori catalogo (co' 'sto titolo, non me stupisce che in Italia non se lo sia filato nessuno). Io, come la maggior parte dei libri in lingua che ho in casa, l'ho scoperto per caso su Goodreads (ti amo Goodreads, ti amo profondamente). 
È la storia di Craig, un ragazzo che soffre di alcuni problemi: per lui è difficile prendere voti alti a scuola, fare i compiti, comportarsi in modo normale con le ragazze, stare con gli altri, prendere decisioni, persino sorridere per lui è molto difficile. Un giorno, proprio quando decide di togliersi la vita, trova il coraggio di chiamare il Telefono Amico (si chiamerà così in Italia?) e farsi ricoverare. Lì, troverà medici, infermieri e altri pazienti che lo faranno tornare alla vita, lo faranno sentire di nuovo "normale". Sì, forse è un libro un po' triste, e di certo non ho bisogno di tristezza nella mia vita in questo momento. 
Però mi trasmette un non so che di positivo, un messaggio di gioia nascosta e speranza. E boh, secondo me è proprio un gran bel libro. Questo ce l'ho già, in ebook per giunta, e non devo quindi uscire di corsa per andarlo a comprare. Lo leggerò, vi farò sapere. La copertina originale è stupenderrima, ma io purtroppo ho la versione con la locandina del film, cosa che odio profondamente ma vabbè.

4. Parenti lontani di Gaetano Cappelli.
Non ho mai letto nulla di Gaetano Cappelli. Prima che una persona davvero speciale mi regalasse questo libro, ormai un paio d'anni fa, non lo avevo neanche mai sentito nominare. Mea culpa, e colpa pure del solito disinteresse per gli autori italiani che non siano Sesto e Sperduti.
Di questa persona, però, mi fido ciecamente – non a caso è stato il mio stalker (in maniera scherzosa eh) personale – e, dato che un po' mi conosce, ho deciso di portare questo libro qui con me, in Spagna. Non so perché non ho avuto la voglia di leggerlo prima, quando me lo ha regalato. Forse perché sono scema, forse perché non ne avevo voglia, fatto sta che, al momento, la storia di Carlino di Lotrone, che sogna di conoscere l'America, mi sembra incredibilmente irresistibile. E forse, in cuor suo, quella persona lo sapeva che io, come Carlino, sarei emigrata in cerca di fortuna. Certo, Carlino lo fa negli anni '70, in America, e si dedica a un viaggio piuttosto hippie e sopra le righe, io sto a Barcellona nel 2016 e il mio soggiorno è tutt'altro che hippie... Ma sarà che le storie dei viaggi di formazione mi hanno sempre appassionato, sarà che Carlino è lucano e io più o meno siciliana, sarà che entrambi abbiamo soggetti allucinanti che ci circondano (cioè, le prime righe della quarta di copertina sono "Venti grossi grassi matrimoni meridionali e altrettanti allegri funerali in cui si commemorano gli estinti con tanto di bevute, banchetti e abbracci passionali"), ma a me Carlino sta simpatico. In questo periodo più che mai.

5. Globalia di Jean-Christophe Rufin.
Ora, a parte la meravigliosità della copertina – dai, avanti, ditemi che non è stupendevolmente stupenda –, vogliamo parlare della trama? Per favore, parliamone: in un futuro prossimo non troppo lontano, il pianeta è un unico grande stato in cui vige la democrazia perfetta. 
A Globalia non ci sono le guerre, non c'è la fame, non c'è la povertà e, attenzione, c'è anche la libertà di parola (immagino, quindi, che Facebook non ci sia più, considerando il fatto che se t'azzardi a dì che te piace una cosa, arriva subito qualcuno a dirti che sei un cretino). Non esiste il brutto tempo (questo per me sarebbe un problema non da poco), la medicina ha fatto passi da gigante e la gente campa veramente tanto (pure qui, altro che incubo, de più).
I territori di Globalia sono protetti da una cupola di vetro che lascia fuori dall'isolamento tutte quelle terre che non si è ritenuto opportuno inglobare, abitate da un'umanità lasciata a se stessa, violenta e diffidente. Ma quello che sembra perfetto, in realtà, non lo è perché – come avrete sicuramente immaginato – in realtà, all'interno di Globalia, non si è liberi proprio di far niente, ma si è costantemente controllati e vigilati. E che succederà a Baikal e Kate che decideranno di ribellarsi alla finta perfezione? Voglio saperlo. Mi sembra uno di quei romanzi che c'avrei difficoltà a lasciare anche solo per andare a mangiare. E sì, decisamente ho bisogno di un libro che non mi faccia neanche solo pensare a ciò che c'è nel mondo esterno: ho bisogno di una realtà parallela.


Tutti i libri di cui vi ho parlato sono già in mio possesso, a esclusione di No culpes al karma che, infatti, sto andando a comprare perché, cioè, trovo che anche la copertina sia adorabile.
E voi? Che mi dite? Quali sono i 5 libri che vorreste leggere asap? E, soprattutto, ne avete letto qualcuno di questi?  

11 commenti:

  1. niè, globalia è già in wishlist.
    non so, ho così tanti libri che voglio leggere che poi non so sceglierne uno, figuriamoci cinque!

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    1. Lo so, ma 5 puoi sceglierli, dài!

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    2. e allora: finzione infinita di silvio valpreda e io non sono come voi di marco boba, che mi ha consigliato carla. poi il tuo globalia, lost stars, per soddisfare il mio lato nerd e la strana biblioteca di murakami.

      ora vado a piagnucolare.

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  2. Bene, conosco solo Lo schiavista, che ho già acquistato. Quanta ignoranza mi pervade... :)

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    1. Be', uno non è mai stato pubblicato in Italia (quello in lingua spagnola) e l'altro è passato praticamente inosservato. Diciamo quindi che su tre libri conoscerne uno solo non è proprio una media cattiva cattiva cattiva eh. Anzi, stai messo benissimo :D

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  3. Quello in lingua spagnola mi ispira un sacco!
    Spero che il colloquio si andato bene :)

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    1. Muy bien y no solo bien! Que suerte :D
      Vero che sembra carino? Vi saprò dire, voglio già iniziarlo ^_^

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  4. Ma pensa che io pensavo di cominciare Globalia proprio stasera!! Le coincidenze...
    Spero mi piaccia, perché ho grandi aspettative. :*

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    1. Ecco, dai, comincialo e poi dimmi. Corri, forza!

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  5. Grazie per i consigli! M'incuriosisce Globalia...

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    1. Anche a me! ^_^ Vedremo, vedremo :D

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