lunedì 15 aprile 2013

Recensione L'ultimo chef cinese

Oh, finalmente un libro che mi è piaciuto molto leggere e, soprattutto, un libro che ho letto proprio nella sua stagione di appartenenza. Lo sapevo, Neri Pozza non mente! Spero che anche il prossimo libro che recensirò sia all'altezza delle aspettative e sia coinvolgente come questo. Ho bisogno di cose belle in questo momento, solo cose belle. E poi, ormai, vivo in funzione del Salone del libro di Torino, sapevatelo! 
L'ultimo chef cinese, ad ogni modo, apprendo solo in questo momento che attualmente è fuori catalogo, ma forse è solo in ristampa. Se lo trovate in biblioteca dategli una chance, è un libro di una dolcezza unica e rara.  E poi, non lo so, sono una romanticona ultimamente. Sarà mica la primavera, il sole, la bellezza di Roma baciata dal sole? 

Autore: Nicole Mones
Titolo: L'ultimo chef cinese
Prezzo: 17,50 € (fuori catalogo)
Editore: Neri Pozza
Pagine: 336
Il mio voto: 4 piume



Trama

Maggie è appena arrivata a Pechino, davanti alla casa del giovane chef che ha deciso di intervistare per la rivista di gastronomia con la quale collabora. La casa ha il tipico aspetto degli edifici cinesi in stile antico: una costruzione bassa, con un portone rosso di legno massiccio, che dà su un lago lungo e stretto. Un paesaggio completamente diverso dal porto di Marina, in California, dove Maggie è andata a vivere su una barca, e dove è riuscita a ritrovare un suo equilibrio, dopo il tragico incidente che è costato la vita a Matt, suo marito. Un equilibrio, tuttavia, decisamente turbato dalla telefonata di qualche giorno fa di Carey, ex collaboratore di Matt nel suo studio legale a Pechino, che le comunica che nelle aule del tribunale della capitale cinese giace un'istanza legale in cui una donna sostiene che Matt è il padre della sua bambina. Maggie ha impiegato del tempo per riaversi dalla sorpresa, poi ha deciso di prendere il primo volo per Pechino per appurare la verità. Una volta in terra cinese, per non macerarsi nell'attesa del test di paternità, ha pensato che non c'era niente di meglio che offrire ai lettori un servizio su Sam Liang, giovane chef emergente, per metà americano e per l'altra metà cinese. Quando Maggie bussa al portone di casa Liang, si trova al cospetto di un giovane uomo affascinante, dagli zigomi pronunciati e dai capelli neri e lisci. Ma quello che le toglie il fiato è il regno di quell'antica casa: una cucina organizzata in modo stupefacente.

La mia recensione

Un romanzo al sapore di salsa agrodolce

L'ultimo chef cinese è un romanzo leggero, da leggere al parco, seduti su una panchina, con il tiepido sole primaverile che ci accarezza dolcemente. 
Maggie, rimasta vedova da poco, per motivi personali e, successivamente, anche lavorativi, si reca in Cina e ne rimane piacevolmente sorpresa. Per la prima volta, infatti, visita Pechino senza il suo Matt, morto in un tragico incidente stradale, e si lascia incantare dai paesaggi, dai luoghi ma, soprattutto, dalla cucina locale. Sì, perché L'ultimo chef cinese è fondamentalmente un romanzo sul cibo, come già lascia intuire il titolo. 
La vacanza di Maggie, però, non è soltanto di piacere. Infatti, il motivo principale per cui si reca in Cina non è, purtroppo, molto piacevole, anzi. Una donna sostiene che Matt sia il padre della sua bambina e ha presentato un'istanza legale con la quale ne richiede il riconoscimento. Un duro colpo per Maggie, ancora innamorata di Matt che, si rende conto giunta in terra cinese, non conosceva poi così bene. 
Come ha potuto Matt tradirla con un'altra donna e, soprattutto, tenerle nascosto per così tanto tempo la possibilità che questa donna fosse rimasta incinta? Fortunatamente, a distrarla dai brutti pensieri, ci penserà Sam Liang, un giovane chef emergente, che Maggie deve intervistare per la rivista di gastronomia per la quale lavora.
Sarà proprio Sam Liang a farle scoprire la cucina cinese, raccontandole i segreti che ogni pietanza nasconde, coinvolgendola nella preparazione dei piatti che presenterà al concorso di cucina più importante della Cina. 
Con uno stile molto semplice l'autrice ci trasporta nella Cina di oggi ma anche, e soprattutto, nella Cina di un tempo, prima del regime comunista. 
Sebbene la storia narrata non abbia colpi di scena o elementi in sé e per sé molto originali, le vicende infatti si susseguono linearmente e il lettore intuisca già come si evolverà la trama, non me la sento di affermare che la mancanza di originalità sia un difetto. 
Si tratta di un romanzo così dolce, così leggero, che ci si lascia cullare piacevolmente dalle parole della Mones e tutto, credetemi, passa in secondo piano.
Le descrizioni dettagliate delle vere pietanze cinesi, la filosofia che si nasconde dietro la preparazione di un piatto, il perfetto equilibrio tra la consistenza degli ingredienti e la piacevolezza dei sapori ci accompagna delicatamente durante tutto il romanzo.
Seduta in metro, dopo aver passato una brutta, anzi, bruttissima giornata mi sembrava di essere seduta a un tavolo in compagnia di Sam e Maggie a discutere amorevolmente di tofu, bambù e salsa agrodolce.
I rumori attorno a me si azzeravano, le persone che mi circondavano sparivano del tutto. Forse perché era tanto che non leggevo un libro che catturasse del tutto la mia attenzione, forse perché avevo bisogno di una storia leggera e spensierata, forse perché leggere un libro di Neri Pozza mi mette quasi sempre di buonumore, forse perché ho veramente azzeccato la stagione in cui questo libro deve essere letto, chissà... ma leggere L'ultimo chef cinese, per me, è stato come viaggiare, come trovarsi in un posto nuovo, come rilassarsi a guardare uno splendido paesaggio sulla riva di un lago. 

7 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro, ma la tua recensione mi ha davvero fatto venire voglia di leggerlo. Lo inserisco subito in wish list!
    Sai già che giorno andrai alla fiera del libro? ;)

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    1. Ciao, che bello ritrovarti qui ^^
      Sì, andrò o il venerdì o il sabato... O forse entrambi i giorni! Mi hai anche ricordato che devo acquistare il biglietto su internet, se lo si compra prima c'è uno sconto *_*

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    2. Anch'io penso andrò sabato, però non abbiamo ancora deciso e grazie per la dritta sull'acquisto online, non lo sapevo :P

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  2. Neri Pozza è Neri Pozza *w*
    Al momento non sono molto in vena di romanticherie, ma me lo terrò in mente per un periodo più propizio.
    E non vedo l'ora che arrivi il Salone *O* Finalmente!

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    1. Eh sì, Neri Pozza ormai rientra tra i miei editori preferiti e peccato (o per fortuna) che abbia anche altri libri tra i to be read, altrimenti diventerei una blogger schifosamente di parte leggendo solo Neri Pozza, Marcos y Marcos, Beat e Isbn xD

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  3. Anche io sono davvero emozionata al pensiero del Salone!

    E concordo sull'effetto benefico di un buon Neri Pozza sull'umore.

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    1. E, infatti, temo che dovrò rielaborare la mia lista di libri da leggere. Sono pochi i Neri Pozza in lista, tocca aggiungerne degli altri xD

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