Ooook, dunque. Era da tanto che non mi capitava di leggere un libro così orrido e così portatore di rabbia! Per fortuna, allora, che abbia deciso di intraprendere la lettura della serie di Divergent, così ho potuto esperire stati di ansia, allucinazioni e una noia mortale nel leggere gli ultimi dieci capitoli.
Dici, è un romanzo per ragazzi, d'azione, dovresti divorarlo. Sì, certo, tra una bestemmia e uno sbadiglio ci ho messo ricchi 20 giorni per terminarlo. E no, non è perché è in inglese che l'ho letto, perché con Fangirl di Rainbow Rowell (qui la recensione) ci ho messo circa 5 giorni e il numero di pagine era lo stesso. È che proprio questa saga, a me, non entusiasma. Non capisco i voti così alti, anche da ragazzina mi avrebbe annoiata a morte. Santo cielo, io leggevo la serie di Norby di Asimov quando ero piccola, Divergent e Insurgent li avrei usati per pulirmi le scarpe dal fango quando pioveva.
Comunque, a Divergent avevo dato tre stellette, convinta che comunque fosse un prodotto per ragazzi discretamente confezionato e invece... E invece il secondo volume si becca un bel Francamente me ne infischio!
Autore: Veronica Roth
Titolo: Insurgent
Prezzo: 12,11€ (con questa cover, altrimenti ci sono edizioni meno care)
Editore: Harper&Collins
Pagine: 525 (ma variano da edizione a edizione)
Il mio voto: 2, ma è più un 1,45
Pagine: 525 (ma variano da edizione a edizione)
Il mio voto: 2, ma è più un 1,45
Riassunto, in breve, della trama. Ché sennò qua chi non ha letto il primo non capisce perché questo libro è una ciofeca.
Chicago, dopo un evento catastrofico che non sappiamo quale è, è governata da fazioni: Abneganti al potere (gli Abneganti sono i frigidi, per intenderci, altruisti per natura), Pacifici (hippie e agricoltori), Intrepidi (poliziotti – diciamo così – e teste di cazzo), Eruditi (scienziati e acculturati), Candidi (amici che non vorresti mai avere, dicono sempre la verità. Pensa alle amiche Candide "Cara, hai un culo che fa provincia, questo vestito fa schifo addosso a te. Se vuoi fare vomitare i passanti, però, indossalo pure". No, grazie, no Candidi tra le mie amicizie).
Poi ci sono i Divergenti, gente che potrebbe appartenere a più fazioni perché presenta le caratteristiche di più di una Fazione (nel mondo reale sarebbero le persone normali) e i Factionless (senza fazione, ma non ricordo in italiano come si chiamano), persone che sono state cacciate da una fazione o se ne sono andate o hanno fallito l'iniziazione o blablabla. Per farla breve: i reietti.
Gli Eruditi, e cioè solo la loro leader perché degli altri non si hanno notizie, vogliono salire al potere e, quindi, commettere un colpo di stato. Il perché, reale, non si sa. Sì, ok, avere il potere e poi? Boh. Già che ci stiamo uccidiamo due o tre persone e facciamo esperimenti sui Divergenti, considerati pericolosi e "mamma mia, che paura! Una sedicenne in piena pubertà".
Quindi Jeanine inventa un siero che rende gli Intrepidi inutili esseri umani telecomandati. Inizia una guerra, dove gli Intrepidi a suon di mazzate e pistole uccidono centinaia di Abneganti. A questo punto, entrano in gioco Tris e Tobias/Four che sono Divergenti e la loro compagnia dell'anello (cioè la Resistenza – ma io la chiamo così, ché la Roth non è così acculturata). Tris e Tobias riescono a bloccare la simulazione che rende gli Intrepidi semplici burattini e scappano. Dici, perché non uccidono Jeanine? Boh. Una domanda che l'editor non deve essersi posto, ma il lettore mediamente intelligente sì. Ce l'hai lì, davanti, a portata di mano, una testata sul setto nasale e via. Invece no. Nel frattempo, insieme alle pagine in cui succede qualcosa, il lettore è costretto a sorbirsi diverse pagine dove non solo non succede niente, ma si assiste a dialoghi inutili e ridondanti su quanto il padre di Tobias sia brutto e cattivo e Tobias invece, con i suoi occhi blu scuro, una robba da paura, cioè guarda che lui veniva maltrattato, cioè non puoi capire, è coraggioso ma ha paura, la sua fronte sulla mia e una mare di cazzate di questo tenore.
Quindi Jeanine inventa un siero che rende gli Intrepidi inutili esseri umani telecomandati. Inizia una guerra, dove gli Intrepidi a suon di mazzate e pistole uccidono centinaia di Abneganti. A questo punto, entrano in gioco Tris e Tobias/Four che sono Divergenti e la loro compagnia dell'anello (cioè la Resistenza – ma io la chiamo così, ché la Roth non è così acculturata). Tris e Tobias riescono a bloccare la simulazione che rende gli Intrepidi semplici burattini e scappano. Dici, perché non uccidono Jeanine? Boh. Una domanda che l'editor non deve essersi posto, ma il lettore mediamente intelligente sì. Ce l'hai lì, davanti, a portata di mano, una testata sul setto nasale e via. Invece no. Nel frattempo, insieme alle pagine in cui succede qualcosa, il lettore è costretto a sorbirsi diverse pagine dove non solo non succede niente, ma si assiste a dialoghi inutili e ridondanti su quanto il padre di Tobias sia brutto e cattivo e Tobias invece, con i suoi occhi blu scuro, una robba da paura, cioè guarda che lui veniva maltrattato, cioè non puoi capire, è coraggioso ma ha paura, la sua fronte sulla mia e una mare di cazzate di questo tenore.
Insurgent inizia proprio laddove Divergent termina. Tris, Four, Caleb (fratello di Tris) e Marcus (padre di Tobias) scappano per dirigersi verso il quartier generale (o come diavolo si chiama in italiano) dei Pacifici per cercare riparo e, soprattutto, aiuto contro Jeanine e il suo esercito.
E da pagina 15 credo, tutto è in discesa. Nel senso di un tracollo vertiginoso verso l'inutilità e l'idiozia. La Roth aveva costruito una storia e un contesto che, nonostante le pecche e le superficialità, poteva proseguire benissimo e rimanere una trilogia non dico ben riuscita, ma quasi. E invece mandiamo tutto a tarallucci e vino.


















