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lunedì 9 dicembre 2013

Ciarlando allegramente di... #5

Ok, sebbene non sappia da dove cominciare (perché non ho molto da dire in merito), è il caso di parlarvi dell'ultimo libro letto, ossia Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson. Io, come al solito, arrivo in ritardo alle cose perché, come ben sapete (e, se non lo sapete, sappiatelo adesso) da qualche tempo è uscito in libreria il nuovo libro di Jonas Jonasson: L'analfabeta che non sapeva contare a un prezzo davvero allucinante (siori 19 euro? Capperi!). E quindi vabbè, mentre la gente comune si procura il secondo libro dell'autore io leggo il primo. Comunque, per non sbagliare, l'ho preso in biblioteca perché, nonostante sia uscita l'edizione economica (e ci sarebbe taaaanto invece da dire sul prezzo "economico" della collana Vintage) ho preferito non acquistarlo. E per fortuna, mi tocca dire.
Ma andiamo con ordine perché altrimenti sembra che il libro non mi sia piaciuto affatto e, invece, non è così.
Premetto che si tratta, senza ombra di dubbio, di un libro da leggere preferibilmente a giugno o, se siete lettori da lettino al mare, entro l'estate. Questo perché Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è un libro leggero, spensierato, senza alcuna pretesa di somigliare al capolavoro dell'anno o a un libro che, una volta letto, cambierà profondamente la vostra visione del mondo (ma nemmeno sensibilmente a essere onesti). È un libro a cui assocerei l'azzurro. Chi ha lavorato al progetto grafico della copertina ha fatto un ottimo lavoro, quella gradazione di azzurro è sicuramente il colore di questo libro. E non so se questo dettaglio vi è d'aiuto in qualche modo per capire di che tipo di lettura sto parlando, forse no.