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lunedì 3 aprile 2017

Indie BBB Café| Exòrma Edizioni – intervista a Silvia Bellucci


Ve lo ricordate quel progettino di cui vi parlavo qualche tempo fa, in occasione dei post dedicati a CasaSirio e Las Vegas (per chi ha un vuoto di memoria, potete guardare qui, qui e qui)?
Si chiama Indie Book Bloggers Blabbering Café, per gli amici Indie BBB Café ed è un'iniziativa partorita in una notte buia e tempestosa di dicembre da un gruppo di temibili blogger donne. No ok, non era una notte buia e tempestosa, ma siamo sì un gruppo di temibili blogger.
Insomma, come funziona questo caffè letterario? Molto semplice: ogni mese racconteremo una casa editrice differente, svelandone i misteri nascosti dietro il loro catalogo, parlando con gli uffici stampa, gli autori, gli editori stessi.
L'editore del mese di aprile è Exòrma Edizioni, una casa editrice che io ho avuto il piacere di conoscere qualche tempo fa, durante la presentazione di un loro libro a Più libri Più liberi.
Per farla conoscere un po' anche a voi, ho deciso di fare due chiacchiere con Silvia Bellucci, l'ufficio stampa della casa editrice, e farle qualche domanda.
Le altre blogger che prenderanno parte a questa avventura, che vede Exòrma come protagonista, sono – in ordine sparso: Letture Sconclusionate, Appunti di una lettrice, Una banda di cefali, Papermoon e Tararabundidee
Ciò che potrei raccontarvi io non è neanche lontanamente interessante quanto ciò che, invece, la stessa casa editrice può dirvi e, proprio per questo, lascio la parola a Silvia.

Silvia, dicci un po', chi si nasconde dietro Exòrma Edizioni?

Dietro Exòrma Edizioni ci sono due editori, Maura Sassara e Orfeo Pagnani, che qualche anno fa hanno mollato gli ormeggi per iniziare a navigare nel mondo dell’editoria. Sulla barca ci sono anche io, che mi occupo di comunicazione e ufficio stampa, e Claudia che punta il monocolo sulla redazione. In più ci sono collaboratori che, dall’esterno, ci aiutano a navigare.

Quando inizia l’avventura come casa editrice e in che modo?

Exòrma Edizioni nasce sulla scia di uno studio di progettazione grafica ed editoriale attivo dal 1985 e diretto dai due editori, Maura Sassara e Orfeo Pagnani. Porta quindi in dote le competenze grafiche e tipografiche per provare a costruire libri belli dentro e fuori. Il progetto editoriale ha preso avvio nel 2009, il nome si rifà alla radice di un verbo greco e vuol dire “mollare gli ormeggi”, la collana di letteratura di viaggio - Scritti Traversi – è l’ammiraglia, oltre a questa collana ce ne sono altre come quella di narrativa italiana – quisiscrivemale– o quelle di reportage narrativo che si sono formate nel tempo e vengono portate avanti con grande spinta ed interesse.

giovedì 22 dicembre 2016

For Whom The Jingle Bell Tolls – il Natale nei romance


Dopo Il Book Bloggers Blabbering, parte della ciurma torna per parlarvi del Natale con una nuova iniziativa. Vi presento For whom the jingle bell tolls.
Per una a cui non piace il Natale, ne parlo anche troppo spesso. Il 14 dicembre, sul blog Impression chosen from another time, vi ho parlato del Natale di Poirot e di Agatha Christie, esprimendo tutta la mia approvazione verso le parole di Poirot. Oggi, invece, ho deciso di parlarvi del Natale nei romance. 
Già me la vedo la vostra faccia a questa notizia: tranquilli, non mi sono impazzita, sto bene e sono completamente in me – e anche sobria, stranamente. 

Come dicevo già altrove, a costo di meritarmi occhiatacce furiose e espressioni di puro disgusto, il Natale non mi piace. Mi piaceva molto quando ero piccola, ma poi cosa è successo? È successa la vita, sono successe alcune cose, la famiglia s'è sgretolata e adesso, quando penso agli ultimi Natali vissuti bene, ci penso anche con un po' di rabbia. 
Non festeggio davvero da almeno cinque o sei anni e, devo ammettere, non mi manca per niente.
Il periodo natalizio, comunque, offre grandissime soddisfazioni anche per chi non ha piacere a festeggiarlo. Come? Semplice!
Per chi ama il Natale vi sono le lucine colorate, il rito dell'albero, il presepe, il panettone, le ghiotte mangiate, le allegre canzoncine, la neve, i regali e i folletti, Babbo Natale che scende giù dai balconi delle case della gente – mi ha sempre messo un po' d'ansia questo pupazzo, al buio mi sembra sempre una persona che sta cercando di arrampicarsi a casa di qualcuno oppure un amante che cerca di fuggire per non essere scoperto dal marito della donna amata. 
Per chi non ama il Natale, invece, si è sempre pensato che non ci sia nulla di buono in questo periodo dell'anno. Non v'è pensiero più sbagliato.
Vi assicuro: per ognuno di noi c'è qualcosa là fuori. Per me, infatti, ci sono i romance ambientati a Natale. Potete solo immaginare l'effetto che questa accoppiata micidiale ha sulla mia persona: non solo mi sanguinano gli occhi alla vista delle copertine – e questo, voi che mi leggete, lo sapete già –, ma esperisco anche strani stati confusionali quando mi accingo a leggerne le trame.

venerdì 2 dicembre 2016

Book Bloggers Blabbering || Intervista a Ophelinha di Impressions chosen from another time


Da un'idea di Clacca del blog A Clacca piace leggere, da una riunione ai confini della realtà nel gruppo segretissimo fondato su Facebook sempre da Clacca, da un'insieme di idee e domande di tutte, tratto da un libro mai scritto e da un'opera teatrale mai recitata, cucito a mano con finiture in oro, durante le riprese del quale nessun animale è stato maltrattato, vi presento il Book Bloggers Blabbering!

Undici settimane (praticamente siamo il vostro incubo), undici blogger, undici interviste, undici personalità sui generis. Pronti per questa avventura? (Lo so, lo conoscevate già, ma sognavo una presentazione come questa da almeno dieci anni)
Oggi è il mio turno – finalmente! – e ho deciso di porre le mie strampalate domande a Ophelinha di Impressions chosen from another time e l'ho scelta un po' perché le voglio un sacco bene, un po' perché scrive cose belle, un po' perché legge libri belli e un po' perché si chiama Ophelinha. E credo basti, come presentazione, no? Andiamo a incominciare!

Manuela mi piace pensarla così, in compagnia dei libri che mi hanno
accompagnata durante l'adolescenza e che per me hanno significato molto.
Anzi, moltissimo.

Ophelinha, benvenuta in casa mia! Ti offrirei un caffè se non fosse che siamo ubicate in due punti un po’ troppo distanti tra loro. Iniziamo subito con le domande serie, così poi posso lasciarmi andare con le domande idiote.

Com'è iniziata la tua avventura da lettrice?

Mia madre mi ha insegnato a leggere quand'ero all'asilo, probabilmente per mettere a tacere il mio continuo bisogno di storie. Il primo libro che ho letto – e che mi ha spaventato – è stato Il mago di Oz. Di lì il salto ai libri di Frances Burnett Hogson e Louisa May Alcott è stato breve, insieme all'ebbrezza dell'indipendenza: potevo essere finalmente la mia spacciatrice personale di storie, senza dover chiedere all'adulto di turno di smettere di fare qualsiasi cosa stesse facendo e leggere con me.


Per chi non lo sapesse, mentre io sono una Brontëana,
Ophelinha è una vera Janeite.

Com'è nata l'idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?

Il mio blog nasce in un brumoso pomeriggio del lontano novembre 2011. 
Avevo un numero imprecisato di quaderni pieni di appunti, poesie, racconti, e ho pensato – anche per smettere di perderli – di iniziare a ricopiarli in questa sorta di finestrella virtuale che mi era creata su blogger. Vorrei poter dire che la ragione per cui ho iniziato a scrivere sul blog è qualcosa di eroico, nobile ed elevato, ma non è così: era un pomeriggio di novembre, mi ero ri-trasferita da circa un annetto (dopo aver vissuto a Roma, Londra, di nuovo Roma, di nuovo Londra, di nuovo Roma e una prima volta a Bruxelles), c'era un sacco di nebbia e faceva freddissimo... 
Nel primo post ho copiato semplicemente una poesia che avevo scritto a Londra nel 2008, "Un altro finale", perché era quello che mi auguravo: di trovare il mio lieto fine, un posto in cui stare bene, un contesto socio-professionale (e climatico) che mi si confacesse di più. Il titolo del blog è tratto da una canzone di Brian Eno, By this river, colonna sonora de La stanza del figlio di Nanni Moretti.