Oggi voglio mostrarvi le prime pagine di un libro che, quando è uscito, non vedevo l'ora di acquistare. Un po' perché la casa editrice, CasaSirio, pubblica della roba che reputo davvero interessante, un po' perché mi piaceva un sacco la copertina e un po' perché – anzi, soprattutto perché – la trama mi sembrava qualcosa che mi chiamava distintamente. Nel senso che proprio sentivo il libro che diceva "Nereeeeeia, Nereeeeia, compraaaaami, compraaaami!". E infatti che è successo? Che l'ho comprato e me lo sono portato a Barcellona, insieme ad altri pochissimi eletti.
Grazie al Book Blogger Blabbering, che continua le sue gesta con l'iniziativa del l'Indie BBB Cafè, una sorta di Cafè Letterario in cui cercheremo di dare spazio all'editoria indipendente italiana, quasi ogni mese vi parlerò – in un modo o in un altro – di un libro di una casa editrice a me cara.
Il mese di gennaio è dedicato proprio a CasaSirio e, se volete conoscerla un po' meglio, vi lascio in fondo al post i link agli altri blogger che ne hanno parlato.
Intanto, bando alle ciance, vi mostro un po' le prime pagine di questo libro che ho quasi terminato e che mi piace moltissimo.
È il 1893 e siamo in Montana. I protagonisti di questa avventura western sono due fratelli in cerca di fortuna, Old e Big Red Amlingmeyer.
Old Red è silenzioso, intelligente e fanatico di Sherlock Holmes. Big Red, invece, ha una passione per l'alcool e le donne e, sebbene sia il più piccolo dei due, è comunque il più grosso. Giunti al ranch "Dollaro Barrato" per qualche mese di lavoro, dopo qualche giorno di duro lavoro, si imbattono nel cadavere dell’amministratore. Big Red prega il fratello, cercando di convincerlo a non ficcare il naso nella vicenda ma, quando anche uno dei loro compagni di lavoro viene ritrovato con una pallottola in testa, Old Red è sempre più convinto: deve risolvere il caso e, per farlo, sarà proprio il metodo deduttivo di Sherlock Holmes ad aiutarlo.
Insomma: cowboy e omicidi da risolvere. Un mix che non poteva passare inosservato davanti ai miei miopi occhietti.
E poi la copertina, la copertina! La state guardando? Guardatela meglio se non la vedete bene. Mi piace da matti. Per maggiori dettagli sul libro (e farvi un'idea sugli altri titoli in catalogo), potete leggere la scheda di Elementare, cowboy qui.
Nel West ci sono due cose dalle quali proprio non puoi scappare: la polvere e la morte. È come se danzassero insieme nel vento e non puoi mai sapere quando una folata leggera ti soffierà in faccia l'una o l'altra. Per questo, anche se sono ancora giovane, ho già messo gli occhi su ogni tipo di morte che vi può venire in mente. Ho visto uomini annegati, morti di freddo, fame o veleno, colpiti da proiettili o da pugnali, uomini impiccati, calpestati da buoi, trascinati da cavalli e morsi da serpenti, per non parlare poi del vasto assortimento di malattie, con le quali potrei riempire questo libro e un altro ancora. Quindi è un gran complimento se dico che i resti che trovammo il giorno dopo la terribile tempesta erano i più spaventosi che avessi mai visto. Non solo alcune centinaia di vacche dovevano aver ballato un valzer sopra a quel cadavere, ma i lupi della prateria si erano evidentemente fatti uno spuntino con il poco che non era rimasto attaccato agli zoccoli. I rimasugli si erano mescolati al fango e sembravano strisce di carne cruda in una ciotola di chili texano.– Io inizio a mettere insieme i pezzi – disse mio fratello smontando da cavallo. – Tu torna indietro e recupera un paio di badili.

