Titolo: L'accademia dei vampiri
Prezzo: 17 €
Editore: Rizzoli
Pagine: 427
Il mio voto: 3 piume
Trama:
Pagine: 427
Il mio voto: 3 piume
Lissa Dragomir, principessa Moroi, vampiro
mortale, dev'essere protetta a tempo pieno dalle minacce degli Strigoi, i
vampiri più pericolosi, quelli che non muoiono mai. La sua migliore
amica e custode, Rose, è una Dhampir, un incrocio fra vampiro e umano.
Rose e Lissa, dopo due anni di fuga dal loro mondo per assaggiare un po'
di realtà, vengono intercettate e riportate a St. Vladimir's,
l'Accademia dei Vampiri in cui studiano. Quando ci riescono: perché tra
balli e innamoramenti, flirt con i più anziani, fascinosi tutor e
conflitti sempre aperti con gli insidiosi Strigoi hanno pochissimo tempo
per pensare ai libri.
La mia recensione
Ci sono diverse cose cattive da dire su questo romanzo. Prima fra tutti la copertina. Ma perché? Perché abbiamo scelto questa tizia di 12 anni, con l'apparecchio ai denti, vestita come se stesse a Hogwarts per farle fare la modella? Perché? Non c'entra nulla, ma proprio nulla con tutto il romanzo. Ma, d'altronde, nel titolo c'è la parola "accademia" e quindi va da sé che chi la frequenta abbia la stessa uniforme degli iscritti a Hogwarts, come ho fatto a non pensarci? Ah, me ingenua!
Parliamo poi dell'italiano scadente con cui è tradotto questo libro. Davvero? Davvero scriviamo, più volte, "intravvedere" al posto di "intravedere"?! Davvero scriviamo frasi dove soggetto e predicato verbale non concordano? E, soprattutto, davvero vendiamo questo obbrobrio a 17 euro? Sì, davvero. Rizzoli lo fa.
In ultimo la quarta di copertina: sembra un libro divertente, una sorta de Il giornalino di Gian Burrasca in versione moderna e vampiresca, ma che è? Ma perché? Ma anche no!
Al di là di queste piccole osservazioni, la storia narrata non è poi così male.
Rose e Lissa, due adolescenti iscritte all'accademia St. Vladimir, sono unite non solo da una forte amicizia, ma anche da un legame speciale che spesso unisce i Moroi, i vampiri buoni, ai Dhampir, gli incroci tra vampiri ed esseri umani, che fanno loro da guardiani.
La Mead rielabora così, in modo abbastanza originale, la tematica dei vampiri e crea una società in cui vampiri ed esseri umani convivono abbastanza pacificamente. Quando, in una serie tv o in un romanzo, il mondo possibile creato dall'autore è plausibile, nonostante le assurdità che include, automaticamente il resto passa in secondo piano. Il mondo possibile creato dalla Mead ha tutte le carte in regola per essere ritenuto plausibile. È anche vero che con me, che ho un debole per il fantasy e l'urban fantasy in generale, si sfonda una porta aperta ma non tutti i romanzi del genere riescono a fornire ai lettori un prodotto credibile. Questo, nonostante i difetti (non tutti attribuibili alla buona e cara Mead), risulta un prodotto finito ben delineato, ben confezionato.
Trattandosi di uno young adult la trama è abbastanza lineare, come tutti i romanzi appartenenti al genere, ma non per questo sviluppata in modo approssimativo, anzi.







