mercoledì 9 maggio 2012

Recensione: La lettera scarlatta


Autore: Nathaniel Hawthorne
Titolo: La lettera scarlatta
Prezzo: 7,90 €
Editore: Dalai
Pagine: 293
Il mio voto: 3 segnalibri e mezzo

Trama

La lettera scarlatta, pubblicato nel 1850, ebbe una genesi complessa e tormentata. In questo libro, dall'impostazione classica e allo stesso tempo innovativa, Hawthorne, che qui rivela le sue capacità di analisi psicologica, non si limita a dare vita a una indimenticabile rappresentazione dello spirito puritano nell'epoca coloniale in America ma giunge a proporre una liberatoria concezione dell'amore come grande forza creatrice della natura. L'intensa storia della bella adultera Hester Prynne, bollata come peccatrice dai suoi freddi e intransigenti concittadini, si trasforma in vera e propria apologia degli istinti nella scoperta della gioia selvaggia e pura di vivere fino in fondo la propria esistenza, rivendicando il diritto alla passione.

La mia recensione

Il marchio scarlatto
 
Non credo di poter scrivere una vera e propria recensione di questo libro. Diciamo che, più che altro, si tratterà di un commento personale, come se mi avessero chiesto di leggerlo per la scuola e, a fine lettura, la professoressa mi abbia chiesto una breve sintesi di ciò che le pagine del libro mi hanno trasmesso.
La lettera scarlatta non è una lettura semplice né tanto meno scorrevole. In altre parole, se mi avessero costretto a leggerlo per la scuola non solo non ne avrei terminato la lettura, l'avrei odiato con tutta me stessa. Lo stile narrativo è arzigogolato, complesso, a tratti appare forzato e troppo, troppo dettagliato.
Quando ne ho iniziato la lettura credevo si trattasse di un romanzo diverso. La storia, non solo grazie al film ma anche grazie alla scuola e alla mia innata curiosità, la conoscevo già, per cui sapevo perfettamente a cosa andavo incontro. Mi aspettavo, però, che la narrazione fosse meno artificiosa e più leggera, accattivante, appassionante.
Nathaniel Hawthorne scrive La lettera scarlatta nel 1850, a qualche anno di distanza dalla pubblicazione dei libri delle sorelle Brontë e diverso tempo dopo dalla morte di Jane Austen. È vero, è vero... non posso paragonare del tutto gli stili narrativi perché non solo si tratta di scrittori di sesso diverso, ma soprattutto perché Nathaniel Hawthorne non era inglese ma americano. Eppure il periodo è sostanzialmente lo stesso e la narrazione, invece, così diversa. 

Non mi riferisco solamente allo stile narrativo, ma anche e in particolar modo ai personaggi, alle loro caratteristiche di personalità, al loro spessore psicologico.
L'autore delinea molto bene il carattere di Hester, una donna forte e coraggiosa, che si fa carico della lettera A, simbolo del peccato e che, da questa esperienza, riesce comunque a ricavarne un insegnamento per la piccola Pearl, frutto del peccato. È come se Hester e la sua lettera scarlatta fossero le uniche vere protagoniste del romanzo, non lasciando spazio a nessun altro, peccatore incluso. Pearl, il reverendo Dimmesdale e il medico Roger Chillingworth rimangono figure di contorno, poco influenti e appena abbozzati. Non a caso, infatti, si prova subito, un senso di pena e tenerezza per Hester, costretta al patibolo davanti a tutta la città di Boston ma non si provano sentimenti, invece, per gli altri personaggi.
Dalle descrizioni dell'autore Pearl risulta, inoltre, un personaggio poco realistico, forse anche troppo costruito, perché agisce, parla e si muove come se non si trattasse di una bambina in tenera età. Ci ritroviamo, infatti, a leggere discorsi complessi e fin troppo articolati attribuiti ad una bambina di poco più di cinque anni.
Un romanzo che non si fa leggere tutto d'un fiato, che non tiene incollati alle pagine e del quale, se non si vuole abbandonare prima di giungere alla fine dell'introduzione, la lettura va dosata: qualche pagina per volta, qualche giorno a settimana, senza fretta.

2 commenti:

  1. Mmh, commento interessante. Anche io avevo intenzione di leggere questo libro e penso proprio che accetterò il tuo consiglio di leggerlo 'a piccole dosi'... Ma cambiando argomento, qui c'è un premio per te:
    http://thereadingcorner-sere.blogspot.it/2012/05/premio-almohada.html
    Spero ti faccia piacere!

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