La signorina protagonista di questa nuova puntata di So classy! mi ha messo veramente a dura, durissima, prova. Non la conoscono in tanti, in Italia almeno, e trovo che sia un peccato. Ammetto che io, sebbene la conoscessi, non avevo mai letto nulla di suo anche perché, pubblicata tempo fa da La Tartaruga (casa editrice miseramente fallita) è stata poi praticamente dimenticata da tutti. Peccato, sul serio. Peccato perché Edith Wharton era una donnina niente male, ironica e sarcastica al punto giusto e, alle volte, anche un po' acida. Una donna che ho trovato piacevole e divertente leggere e che, secondo me, era anche un sacco simpatica.
Piuttosto che partire da L'età dell'innocenza (che, by the way, non è neanche in mio possesso perché mi rifiuto di comprare l'edizione BUR attualmente in commercio con quella copertina terrificante e non se ne parla proprio di comprare quella Newton Compton), ho letto La casa della gioia nell'edizione, appunto, de La Tartaruga. Edizione che, a dispetto della copertina (che trovo dolcissima) è piena zeppo di refusi: refusi a profusione, grandinata di refusi. E non scherzo. Così tanti che ce n'è uno anche sul prezzo di vendita. La traduzione dell'edizione in mio possesso è a opera di Clara Lavagetti Sforni.
Mi preme ricordare al pubblico in sala che è molto probabile che questo post contenga degli spoiler perché non potrei, altrimenti, esplicare bene le mie teorie se non portassi degli esempi – reali, letterali, inventati, intelletuali e quello che ve pare a voi.
Ormai sapete bene come funziona questa rubrica ma un avvertimento è sempre bene farlo, ché poi non voglio essere tacciata di essere una spoilerona. Quindi, se non avete ancora letto La casa della gioia andate a leggerlo e poi tornate. Oppure, se siete fortunati e avete dei seri problemi di memoria – come me – potete anche continuare a leggere, tanto fra mezz'ora ve siete dimenticati tutto e quindi anche chissene dello spoiler. Si parte!
La protagonista de La casa della gioia è Lily, una ragazza di 29 anni che a molti dei lettori in cui mi sono imbattuta nella blogosfera e, più in generale nell'internet, fa discretamente antipatia. Il motivo posso capirlo: Lily è, fondamentalmente, una sciocca ragazza superficiale e viziata. Vero, siamo d'accordo tutti. Lily desidera l'agio e la bella vita e, fino a un certo punto, fa di tutto per ottenerla, anche considerare di sposare Gryce – un uomo che la annoia a morte – e annoiarsi con lui per tutta la vita. Sì, forse il matrimonio non è esattamente il fine nobile per cui si giustificano i mezzi ma è anche vero che, forse, non lo è per noi.
Lo è però certamente per Lily che, quando si reca a bere il tè nell'appartamento di Selden, non fa che riflettere su quanto sia triste essere una donna dato che non è permesso, alle donne, vivere da sole e avere una propria indipendenza. Alle donne del suo rango, almeno (perché, in effetti, le donne lavoratrici esistono già all'epoca della Wharton).
Al contrario dei lettori che nutrono per Lily una discreta antipatia, io invece trovo che sia intelligente, simpatica, sarcastica e, ahimè, forse un po' troppo ingenua.
Devo ammettere che agli inizi del '900 probabilmente non doveva essere molto diffuso, ma mi stupisce che una donna come Lily non abbia neanche pensato alla possibilità. Di cosa parlo?
Ma di quella razza di uomo più comunemente conosciuta come "uomo col mestruo", ovviamente!
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| Piaget, padre delle fasi dello sviluppo*. |
L'uomo col mestruo è ovunque.
Ma attenzione, perché si nasconde molto bene tra le persone che conosciamo. Pensateci bene e scandagliate attentamente le vostre amicizie: ognuno di voi conosce almeno un uomo col mestruo, statene certi.
E non parlo solo di quelli che credono di farla franca rifilandoti frasette sceme quando cercano di scaricarti (tipo: "Non sei tu, sono io", o anche "L'amore è come una pianta, se non la innaffi muore" e becere scuse di questo tipo), parlo soprattutto di quegli uomini che, di fronte alle situazioni complesse e che richiedono una decisione e/o una presa di posizione, escono di scena sbattendo la porta acidamente, come fossero in piena crisi ormonale. Purtroppo, gli uomini di questo tipo – che normalmente, nonostante abbiano superato di gran lunga la pubertà a livello fisico, cerebralmente non hanno ancora raggiunto la fase delle operazioni concrete* – sono molto diffusi, certamente più di quanto immaginate.











