lunedì 14 novembre 2011

A Novembre in libreria

Dopo diversi giorni di assenza, non esattamente voluta ma il mio corpo si sta lentamente decomponendo a causa dell'elevata ansia di questo periodo (a breve terminerò infatti di scrivere la tesi), sono tornata con una bella anteprima! La Elliot è, lo ammetto, una delle mie case editrici preferite e non solo perché pubblica Christopher Moore (e già, solo per questo, meriterebbe il primo posto in assoluto) ma perché ha un catalogo davvero intrigante e un'attenzione per i dettagli che io, fanatica come sono, non posso che apprezzare. E che copertine poi! Ok, basta con questa sviolinata. Il libro che vi voglio presentare è vincitore dell'August Prize ed è stato pubblicato in patria più di dieci anni fa, nel 1997, riscuotendo un enorme successo tra i suoi lettori che lo ha reso un bestseller, tradotto in più di 24 Paesi.

Titolo: Strega d'Aprile
Autore: Majgull Axlesson
Editore: Elliot
Pagine: 420
Prezzo: 16.50
Data di pubblicazione: 16 Novembre 2011

Trama 

Gravemente disabile, Desirée giace in un letto d’ospedale sognando, pensando. Non può camminare né parlare ma ha altre capacità. È una Strega d’Aprile: è chiaroveggente e onnisciente ed è in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio, in un mondo che le sarebbe altrimenti negato. La madre, che alla nascita l’ha abbandonata alle cure dello Stato, ha poi adottato tre bambine, nessuna delle quali è al corrente dell’esistenza di una quarta sorella. Nonostante le sue difficoltà, con l’aiuto di un computer e di un dottore, con cui lentamente instaura un rapporto sentimentale molto particolare, Desirée impara a comunicare con il mondo esterno, ottiene straordinari risultati negli studi della fisica quantistica e usa le sue capacità paranormali per seguire la vita della madre e la sua relazione con le figlie adottive. Consapevole che non le resta ancora molto tempo e convinta che una delle sue sorellastre l’abbia derubata della vita che sarebbe altrimenti spettata a lei, Desirée decide di servirsi dei suoi poteri per regolare i conti una volta per tutte. Un giorno ognuna delle tre donne riceve una lettera misteriosa che la costringe a esaminare sia il proprio passato sia il presente, mettendo in moto una complessa rete di ricordi, rimpianti e scontri che porteranno a un finale sconvolgente. Il racconto potente e fantastico racchiuso in questo originalissimo romanzo viene valorizzato dal talento dell’autrice nel rendere atmosfere ricche di suspense e di penetrante tensione, popolate di personaggi indimenticabili.

L'autrice

Majgull Axelsson è nata in Svezia nel 1947. E' una giornalista, autrice di romanzi tradotti in diverse lingue e di testi teatrali di grande popolarità. Ha condotto alcune inchieste su temi forti e molto attuali, quali il lavoro infantile, la prostituzione minorile e la vita dei bambini di strada in America Latina. Ha debuttato con successo nel 1994 con il romanzo Långt borta från Nifelheim e nel 1996 ha pubblicato un lavoro sui nuovi poveri in Svezia. Nel 1997 Strega d’Aprile è divenuto in brevissimo tempo un bestseller internazionale, è stato tradotto in 24 Paesi e ha ottenuto i più importanti riconoscimenti letterari svedesi.


domenica 6 novembre 2011

A Novembre in libreria

Titolo: La Città & la Città
Autore: China Miéville
Editore: Fanucci
Pagine: 384
Prezzo: 12.90
Data di pubblicazione: Novembre 2011

Trama

Immaginate due città, separate e unite allo stesso tempo, in un punto indefinito dell’Europa.
Figlie della catastrofe post-sovietica. Due città sovrapposte, che condividono lo stesso spazio, ognuna con le proprie strade, i propri palazzi, i propri cittadini, la propria storia, la propria identità. Un’anomalia spazio-temporale, un capriccio tecnologico, un errore nella creazione, una scissione a un certo punto della storia? Tutto questo, o forse no. Per un cittadino dell’una il più grave reato è quello di vedere un cittadino dell’altra: sono due mondi vicinissimi, eppure incomunicabili, e la punizione per chi trasgredisce è certa e impietosa. Così tutti sono abituati fin dalla nascita a non-vedere, a sfuggire ogni forma di contatto con gli altri che pure sono lì, sotto i loro occhi e a portata di mano. Viene scoperto un delitto, in una delle due città, e le indagini portano fino all’altra città, e poi oltre, in un’altra realtà che nessuna delle due sembra conoscere, e che forse le trascende entrambe.

Un romanzo che è allo stesso tempo una appassionante detective-story nel solco della tradizione noir del Novecento e una parabola della difficoltà di comunicare nel mondo alienato di oggi. China Miéville conferma, in quest’opera, tutte le sue eccezionali capacità di narratore e di manipolatore del linguaggio.


L'autore 

China Tom Miéville è nato a Norwich nel 1972. E' uno scrittore inglese di romanzi di fantasy e fantascienza. Ama descrivere le sue opere come "new weird" (in omaggio a scrittori delle riviste pulp e horror come Howard Phillips Lovecraft), e appartiene a un gruppo eterogeneo di scrittori definito talvolta New Weird che stanno cercando di liberare la fantasy dai cliché di genere e commerciali degli epigoni di Tolkien.
A diciotto anni si è trasferito in Egitto, dove ha insegnato inglese e si è interessato alla cultura araba e alla situazione politica mediorientale. Il suo primo romanzo, King Rat (1998), è stato nominato per il Bram Stoker Prize. Perdido Street Station (2000) ha vinto l’Arthur Clarke Award e il British Fantasy Award nel 2001. Fanucci Editore ha già pubblicato Un regno in ombra, Perdido Street Station, La città delle navi, Il treno degli Dèi e Il libro magico.

sabato 5 novembre 2011

Recensione: Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati

Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati è un libro particolare, forse anche un po' strano, e sono davvero felice di averlo scoperto su aNobii. Non è un libro, infatti, che hanno letto in molti ed è per questo che, anche se è stato pubblicato nel 2007, è già fuori catalogo. Io ho avuto l'opportunità di leggerlo grazie ad una delle biblioteche della mia città, Roma. Questo libro, senza dubbio, merita l'etichetta di "Perduti e Ritrovati" perché fa parte di quelle pubblicazioni passate quasi inosservate poiché sepolte da finti best seller e libri con copertine più invitanti.

Autore: Xiaolu Guo
Prezzo: 17,00 (fuori catalogo ma acquistabile scontato del 60% su Amazon.it)
Editore: Rizzoli
Pagine: 331
Il mio voto: 4 segnalibri

Trama

Quante parole servono per non perdersi nel groviglio di un paese (e di un cuore) stranieri? Z. sbarca a Heathrow dalla Cina. Nulla è come aveva immaginato. Pensa: "Sto in mezzo alla stanza, sono strana. Questo è l'Occidente". Ma il viaggio è cominciato, e fuori c'è Londra da vedere, davivere, da esplorare parola per parola. Il vecchio mondo si specchia e si deforma nei suoi occhi, nei suoi pensieri saggi e stralunati. Si incontrano al cinema, una sera. Lui è inglese e ha 20 anni più di lei. Nella sua casa e nel suo letto Z. scopre l'amore: un tormento sottile che le insegna le parole e al tempo stesso gliele toglie. È come partire un'altra volta, senza mappa e senza dizionario. Romanzo rivelazione di una delle voci più fresche e originali della narrativa contemporanea, "Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati" parla di noi e degli altri, dell'amore e di quanto sia difficile, e inevitabile, incontrarsi.

La mia recensione 

Delicate: agg. [features, fabric, touch, health, moment, situation, subject] delicato; [perfume] delicato, tenue; [china] fragile; [mechanism] sensibile.

La struttura di questo romanzo, un ben riuscito miscuglio tra un diario personale e una serie di appunti sulla lingua, è interessante, originale e costituisce la forza del libro intero. Ogni capitolo, infatti, si apre prendendo spunto da una nuova parola della lingua inglese che Z., la protagonista principale del libro, scopre ed impara. La lingua, in particolar modo la lingua inglese, è l'elemento cardine della storia raccontata dall'autrice: unisce due mondi distanti tra loro, l'oriente e l'occidente, ma li separa anche. Z., infatti, è un'aliena, una piccola ragazza cinese intimorita da una fredda e dispersiva Londra nella quale si è recata, quasi costretta dai genitori, per imparare l'inglese. La solitudine iniziale che accompagna Z. nel suo viaggio alla scoperta della città sparisce quando incontra l'uomo con il quale intraprenderà una storia. Lui, di vent'anni più grande di lei, è l'unica cosa che la incuoriosisce, che la scuote dal torpore, dalla solitudine e che la spinge a migliorare il suo inglese. Ma quest'uomo, allo stesso tempo, limita la sua voglia di conoscere il mondo occidentale che lei comprende così poco. Perché i verbi della lingua inglese cambiano? Perché gli inglesi usano due parole per indicare me?! Possibile che ci siano due persone all'interno della nostra persona: io e me?
Così, spaesata e triste, Z. si aggrappa con tutte le sue forze alla sua concezione dell'amore, al sentimento così profondo e devastante che prova per quest'uomo, il "tu" del romanzo, e si rifiuta di guardare oltre, di far entrare altre persone nella sua vita perché lui, sostiene, rappresenta il suo amore, l'unica ragione della sua vita aliena a Londra.
"<<Il mio corpo urla di desiderio per te>> hai detto.
La frase più bella che ho sentito nella mia vita. Il mio cattivo inglese non è degno del tuo bellissimo linguaggio. Penso che mi sono innamorata di te, ma il mio amore non è degno della tua bellezza."

Ma più Z. padroneggia l'inglese più si accorge di provare nostalgia per il suo Paese d'origine, per la sua cucina, le abitudini e la lingua. Si ritrova a scrivere intere pagine in cinese, tradotte dall'editore, e a confrontare alcune parole con i termini corrispettivi nella sua lingua madre per sentire più vicina a lei la sua casa, così lontana non solo fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente. Con il passare dei mesi, infatti, il senso di estraneità, il sentirsi aliena e incompresa svanisce e lei entra a far parte, sempre più, del mondo occidentale.
"Nel tuo mondo sto perdendo il mio mondo. Nel tuo dolore sto perdendo me stessa. Ogni cosa mi fa pensare a te, solo a te e al tuo mondo. Sono come una tappezzeria incollata al muro della tua casa: ti guardo e abbellisco la tua vita."
Un romanzo delicato che ci apre una finestra sulla cultura cinese, ma soprattutto sui sentimenti, profondi e contrastanti, che i cinesi, strappati brutalmente dalla loro terra, provano nel rapportarsi con noi occidentali.

martedì 1 novembre 2011

A Novembre in libreria

Arriva l'8 Novembre per Piemme Freeway il primo volume di una trilogia distopica e post-apocalittica. Si tratta di Dark Eden, in inglese Blood Red Road, una saga ancora in corso di pubblicazione che ha letteralmente stregato Ridley Scott il quale ha comprato i diritti per poterne fare un film ancor prima che il romanzo uscisse sul mercato.

Titolo: Dark Eden
Autore: Moira Young
Editore: Piemme
Pagine: 348
Prezzo: 17.00
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2011

Trama

Saba ha sedici anni, tutti trascorsi a Silverlake, una terra desolata che quasi non ricorda più il lago di cui porta il nome. La civiltà così come noi la conosciamo è sparita dalla faccia della terra e solo dei relitti, dei quali si è perso l’uso e il significato, stanno a ricordare che c’è stato un tempo, in cui tutto era diverso. Ma va bene così per Saba, fintanto che il suo amato gemello, Lugh, è con lei. Sarà una mostruosa tempesta di sabbia e l’arrivo di quattro cavalieri a cambiarle la vita. Perché rapiscono Lugh e a Saba non resta altra scelta che mettersi sulle sue tracce per salvargli la vita e riportarlo a casa. Per riuscirci dovrà superare molte prove, combattere molte battaglie, ma quello che otterrà in cambio – l’amore, l’amicizia, e una nuova consapevolezza – sarà la ricompensa per la perdita dell’innocenza.

“E il mondo è diventato rosso. Rosso vivo come il cuore del fuoco. Tutto. La terra, il cielo, la baracca, io, Lugh: tutto rosso. Una sottile polvere rossa riempie l’aria, si attacca a ogni singola cosa. Un mondo rossissimo. Non ho mai visto niente del genere prima. Io e Lugh ci guardiamo fisso. Sembra la fine del mondo, dico. La mia voce arriva attutita, come se parlassi da sotto una coperta. E poi, da quella caligine di polvere rossa, appaiono gli uomini a cavallo.”

L'autrice

Moira Young è stata attrice, ballerina e cantante d’opera, ma i suoi primi amori sono i libri e la scrittura. Originaria del Canada, adesso vive in Gran Bretagna con il marito. Dark Eden, primo volume della trilogia Dustlands Series, è il suo primo romanzo.


lunedì 31 ottobre 2011

Recensione: L'emporio degli incanti

Finalmente sono riuscita a terminare la lettura de Il club del libro organizzato da Follettina del blog "Tra le righe e oltre". A causa di un mese impegnativo (è successo davvero di tutto!) la lettura è andata un po' in secondo piano e così ci sono stati anche giorni interi durante i quali non ho letto nemmeno una riga. 
La mia sfida annuale "Letture dalla A alla Z" (leggere almeno un libro di un autore il cui cognome inizia con una delle lettere dell'alfabeto) ne ha indubbiamente risentito e, come ogni anno, è finita in "caciara". Non è ancora finito l'anno, quindi in realtà non potrei già tirare le somme, però sto davvero messa malissimo: ho una quantità di doppioni imbarazzante! Ma di questo mi occuperò a Dicembre. :) Il libro di questo terzo appuntamento con Il club del libro era L'emporio degli incanti di Tanya Huff.

Autore: Tanya Huff
Prezzo: 15,90
Editore: Delos Books
Pagine: 561
Il mio voto: 4 segnalibri

Trama

I Gale possono cambiare il mondo con i loro incantesimi, e amano tenere questo potere all'interno della famiglia; alcuni potrebbero definirli come delle streghe, e questa potrebbe anche essere una definizione accurata, se si è disposti ad avere un minimo di flessibilità riguardo al significato del termine "strega". Comunque, nessuno potrebbe mai negare che la magia popolare funzioni, se utilizzata da loro. Poi un giorno Alysha Catherine Gale eredita dalla nonna una bottega di rigattiere a Calgary. Soltanto al suo arrivo a Calgary, Alysha si rende conto che la clientela della sua bottega, l'Emporio degli incanti, è costituita da creature magiche, e che ciò che potrebbe essere "merce da rigattiere" per una persona, può costituire per un'altra un vero tesoro magico.

La mia recensione 

Ho acquistato questo libro diverso tempo fa, nella Fnac che si trova vicino casa mia. Quel giorno alcuni libri, nuovi, erano stati messi nella cesta dei libri a 4,90€ senza nessuna ragione apparente, probabilmente si trattava di resti di magazzino. Mentre ravanavo tra libri dai titoli improbabili mi sono imbattuta in questo qui. Conoscevo la casa editrice, ma della Huff non avevo mai letto nulla. La trama mi ha subito incuriosita perché mi ha ricordato l'ambientazione di "Un lavoro sporco" di Christopher Moore (che, lo dico subito, non c'entra proprio nulla con questo romanzo) e, dato che la spesa non era insostenibile, l'ho portato con me in cassa. Ero titubante, la quarta di copertina mi suggeriva che non era un libro che faceva esattamente per me, credevo scadesse in un romance paranormale di cui, onestamente, faccio generalmente volentieri a meno. Ho comunque comprato il libro, avrei sempre avuto la possibilità di scambiarlo su aNobii se mi fossi pentita dell'acquisto.
Ebbene non date assolutamente retta a ciò che sta scritto sulla quarta di copertina, non c'è niente di più fuoriviante. Il Publisher Weekly scrive: "I fan di Buffy e X-files apprezzeranno questo nuovo romanzo di Tanya Huff: un'avventura soprannaturale piena di sesso, violenza e umorismo sarcastico". Questo giornalista non solo non ha mai letto il libro, ma non ha mai visto né Buffy né X-files. In questo libro non ci sono vampiri e ammazza vampiri, né alieni o esseri che cercano di contattare la Terra dallo spazio, né strani episodi alla Fringe (che, ad ogni modo, è una serie tv che adoro). Di tutto quel sesso e quella violenza, poi, nemmeno l'ombra (per fortuna!). The Midwest Book Review scomoda addirittura Laurell K. Hamilton e Jim Butcher. Di Butcher non ho ancora letto nulla e so che, tra l'altro, non è un autore molto conosciuto in Italia. Ma sono una fan della Hamilton e posso dire, con assoluta certezza, che la Huff e la Hamilton non condividono proprio nulla se non si considera l'iniziale del loro cognome!
Non considerando quindi la quarta di copertina, si può affermare che "L'emporio degli incanti" è un piccolo gioiellino dell'urban fantasy, forse un po' confusionario all'inizio con tutti quei nomi propri e i dialoghi talmente veloci che non si riesce bene a capire chi sia a parlare. La Huff, infatti, ci catapulta nel mondo della famiglia Gale, piena di donne eccentriche e difficili da gestire. Superate le prime 30 pagine di shock, però, si entra nel pieno della storia e la lettura procede velocemente, senza particolari intoppi. Peccato per la traduzione, qualche volta un po' sommaria e distratta che fa inciampare il lettore in alcune frasi, scritte approssimativamente. Sono presenti alcune ripetizioni di troppo e qualche disattenzione nell'utilizzo del pronome personale "esso" che, diverse volte, ho trovato sia stato messo lì a sproposito anche quando non era necessario che si specificasse. Fortunatamente la lingua italiana gode della possibilità di sottointendere i pronomi quando la frase suona macchinosa e poco scorrevole, non so per quale motivo la traduttrice invece si è imbarcata nell'impresa di tradurre tutto il più simile possibile alla costruzione inglese. I misteri dell'editoria italiana.
Tralasciando i difetti di traduzione, di cui certamente non è l'autrice la responsabile, il libro merita davvero una lettura da parte di chi è appassionato al genere. 
L'emporio appartenente alla nonna di Allie, che mi ha affascinata al punto tale da convincermi ad acquistare il libro, è l'elemento collante di tutta la vicenda, senza di questo e senza la nonna di Allie (un personaggio "invisibile" ma tuttaltro che secondario) tutto ciò che succede alla famiglia Gale e in particolar modo ad Allie non sarebbe mai accaduto. Interessante e piacevole la spiegazione del mondo della magia fornita dalla Huff che ci regala qualche indizio qua e là, spargendo informazioni all'interno della storia senza affrontare mai l'argomento di petto, cosa che probabilemente avrebbe reso la lettura più lenta e pesante. In questo modo, invece, l'autrice mantiene viva l'attenzione del lettore che non subito, infatti, comprende bene il funzionamento dei cerchi e le dinamiche famigliari ed è quindi costretto ad andare avanti speditamente per fugare alcuni dubbi.
I personaggi sono tutti, chi più chi meno, ben caratterizzati e possiedono un certo spessore psicologico. Il personaggio che, secondo me, avrebbe meritato qualche attenzione in più è Joe, purtroppo un po' sottovalutato e spesso non tenuto in considerazione. Peccato, perché ho trovato che il personaggio possedesse un gran potenziale non pienamente sfruttato.
Sebbene questo sia un volume autoconclusivo, la Huff non ha negato la possibilità di scrivere altri volumi sull'uragano Gale e, se dovessero essere tradotti anche in Italia magari sempre dalla Delos Books, li comprerò certamente. Un libro incentrato sul resto delle donne Gale o magari su David potrebbe trasformarsi in uno "spin off" davvero interessante.
Adesso non mi resta quindi che procurarmi i volumi della saga Blood Ties, sperando che lo stile dell'autrice non sia troppo distante da L'emporio degli incanti, scritto circa dieci anni dopo la saga sui vampiri.

giovedì 27 ottobre 2011

A Novembre in libreria

Nuovo romanzo di Jonathan Maberry, già autore di Rot & Ruin, pubblicato da Delos Books. Ancora una volta protagonisti sono gli zombie, tramutati nella loro condizione attuale da una potente arma batteriologica.

Titolo: Patient Zero
Autore: Jonathan Maberry
Editore: Casini
Pagine: 300
Prezzo: 16.90
Data di pubblicazione: 1 Novembre 2011

Trama 

Quando ti tocca uccidere lo stesso terrorista due volte in una settimana, le opzioni sono due: c’è qualcosa che non va nelle tue capacità o c’è qualcosa che non va nel tuo mondo. E non c’è niente che non va nelle capacità di Joe Ledger, il detective di Baltimora chiamato a dirigere una nuova task force antiterrorismo ultrasegreta.
Quel che non va è la nuova strategia dei cattivi, una terribile arma batteriologica in grado di trasformare le persone in zombie... e trasformare un thriller adrenalinico e ipnotizzante in un horror ancora più coinvolgente e scioccante, che incollerà il lettore alla poltrona e farà accelerare il battitodel suo cuore, terrorizzando la sua anima. Se ne ha una.

Per chi amasse il genere horror e in particolare gli zombie, dello stesso autore in Italia è stato da poco pubblicato Rot & Ruin:

Titolo: Rot & Ruin
Autore: Jonathan Maberry
Editore: Delos Books
Pagine: 367
Prezzo: 15.90
Trama

Nell'America post-apocalittica infestata dagli zombie dove vive Benny Imura, ogni adolescente deve trovarsi un lavoro al compimento del quindicesimo anno di età, o dimezzare per sempre la propria razione quotidiana di cibo. Benny non è interessato a portare avanti il business di famiglia, ma non ha scelta visti i precedenti fallimenti lavorativi; così accetta di diventare un cacciatore di zombie come quel vigliacco di Tom, il suo fratellastro. Il ragazzo si addentra nella desolata Rot & Ruin, il territorio in cui sono confinati gli zombie, con riluttanza, convinto di svolgere un lavoro noioso e pressoché inutile... prima di imbattersi in ujja terra senza dio, che gli aprirà gli occhi su un mondo totalmente diverso dalla vita a cui era abituato. Conoscerà il suo passato, i lati nascosti della personalità di Tom e il motivo per cui viene considerato da tutti come un eroe: perché là fuori, lontano dalle recinzioni del fortilizio, le distese aride di Rot & Ruin pullulano di rinnegati assassini a caccia di adolescenti, di segreti mortali, di zombie e di bellezze cresciute nelle oscurità del tempo. Rot & Ruin è molto più che un deserto senza vita... 

Rot & Ruin è il primo volume delle "Cronache di Benny Imura" composta da quattro libri:
- Rot & Ruin 
- Dust & Decay (2011)
- Flash & Bone (2012)
- Fire & Ash (2013)

L'autore

Jonathan Maberry, nato nel 1958 è il vincitore del  Bram Stoker Award. E' uno scrittore e un insegnante di scrittura creativa dal 1978.
In Italia sono stati pubblicati due suoi romanzi: Rot & Ruin (maggio 2011 per Delos Books), primo volume di una quadrilogia horror e Patient Zero (novembre 2011 per Casini editore) che vede come protagonisti degli zombie fuori dal comune.