venerdì 3 giugno 2016

In my bookshelf #33



Finalmente la nuova puntata di In my bookshelf! È vero, è vero, abbiamo saltato un mese perché tra il Salone e i miei impicci non c'ho proprio avuto il tempo.
Intravedo lampi di giustificato terrore nei vostri occhi e, lasciatemelo dire, fate davvero bene ad avere una leggera paura di questo post. Oggi, infatti, parlerò di ben due mesi di acquisti e letture.
Certo, è vero, a causa del periodo impicciatissimo ho letto poco, ma ho comunque acquistato – mi sembra una precisazione davvero inutile questa, ma tant'è.
Vero, verissimo, ho acquistato poco (anche se, lo ammetto, toccherà prima o poi che quantifichi questo "poco" perché sono certa di avere un metro di giudizio tutto mio) e quindi non avremo poi chissà quanti libri di cui parlare... Non sono stata al mercatino (meno male!), e sono uscita molto poco (super meno male perché sennò al Libraccio era n'attimo eh) quindi preparatevi ma non troppo. Per gli acquisti fatti al Salone del libro di Torino rimanderò al post specifico, faccio solo una veloce carrellata ché sennò io me incartapecorisco mentre scrivo e, insomma, andrebbe anche bene se non fosse che c'ho tipo da sbrigamme perché devo finire un altro dei 12 libri in lettura prima di compiere 70 anni e devo pure che studiare. Eh, gente, che ve pensate? Io qua nun me faccio mancà proprio niente, non è che mi metto a pettinà le bambole davanti allo specchio!
Ringrazio il cielo che oggi non mi tocca lavorare, perché sennò partivo pure di capoccia. Per cui, siete pronti? Si parte.

Per il gruppo di lettura di settembre (lo so, ce portiamo avanti, ma c'era stato un qui pro quo per il quale sembrava non ci dovessimo più vedere e invece poi ma anche no, ma alla fine il libro lo avevamo scelto e io lo avevo pure comprato) ho acquistato Vita e destino di Vasilij Grossman pubblicato da Adelphi. Siamo onesti, sarebbe inutile mentire, ne ho un po' paura. Questo succede perché per la maggior parte del tempo leggo libri normali, i saggi li lascio stare ai momenti di studio e la narrativa di un certo tipo decisamente non fa per me. Per cui, ecco, quando poi mi imbatto in un libro tipo questo ho sempre un po' paura di non essere all'altezza e di avvertire che mi manca qualcosa, che non capisco qualcosa mentre lo sto leggendo. È una sensazione sulla quale torneremo tra qualche riga, parlando di un libro con la media di 5 stelle che ho in lettura. Stay tuned, me raccomando.

Sempre di Adelphi ho preso poi, senza alcun motivo apparente, La famiglia Karnowski di Israel J. Singer. Gli ronzavo attorno da un po', più o meno da agosto dello scorso anno. Stavo per comprarlo a Milano, quando sono andata all'Expo, mentre attendevo il mio amico alla stazione. Poi niente, non lo so perché non l'ho preso. Forse perché c'erano circa una cinquantina di gradi e alla stazione non potevo distrarmi un attimo, data l'enorme quantità di gente che c'era, senza rischiare di rimanere senza valigia e senza borsa.

L'altro libro nuovo acquistato è Crepuscolo di Kent Haruf, per il gruppo di lettura di Laura de Il tè tostato. Io non avevo letto niente di Haruf, quando ho deciso di partecipare e, diciamocelo – perché anche qui è inutile mentire – normalmente mi disinteresso delle cose di cui parlano tutti. Motivo per cui la Ferrante, per me, sta bene dove sta, non ho letto Steig Larsson ai tempi d'oro, non me so' mai vista la serie tv di Romanzo criminale e così via. Però, invece, per Haruf la curiosità è rimasta, non si è trasformata in antipatia. Non lo so se dipende dal fatto che lo hanno letto un bel po' di persone di cui mi fido, o se forse è merito del progetto grafico della casa editrice oppure boh. E quindi, niente, Canto della pianura ce lo avevo già, me so' accaparrata Crepuscolo. Ne riparleremo, di entrambi.


Passiamo al reparto usati, remainders, "ti prego sono un libro solo e abbandonato portami a casa tua" e andiamo con ordine; ho acquistato Il compromesso di Elia Kazan di cui non ho mai sentito parlare. E perché l'ho comprato? Perché la media di voti dovunque è molto alta e, tendenzialmente, mi fido di Mattioli 1885. Poi costava poco, gente, io al saldo non resisto. Ci deve essere qualcosa nel mio dna proprio, al saldo sul libro non capisco davvero più un cazzo. Mi sento come un uomo quando va allo stadio: regredisco. Divento pure aggressiva, capite?
Se una stro**a c'ha in mano un libro che volevo io, ma lei c'è arrivata prima di me (come è possibile? Cosa cazzo stavo facendo io? Sicuro me so' distratta su una copertina de merda), la seguo. Sì, avete capito bene: la seguo per tutta la libreria
Nereia al Libraccio
sperando che rinunci. Alle volte capita e, quindi, mi lancio sul libro come se fosse un panino con la mortadella e io non mangiassi da un paio di giorni. E capita anche che la tizia ci ripensi e torni indietro ma a quel punto io sto facendo una corsa matta e disperatissima verso la cassa, proteggendo il libro come se si trattasse di una partita a football e io stessi per segnare il punto vincente. Praticamente appaio come questo tizio qui accanto, però io sto sulle scale del Libraccio a via Nazionale. Con molta meno ginnicità, ma le fiamme ce le ho pure io, so' più che sicura.

Ho anche acquistato (colpa de La Lettrice Rampante) Sorella mio unico amore di Joyce Carol Oates, un po' perché Elisa mi aveva convinta, un po' perché costava poco, un po' perché ormai ero convinta e costava poco e quindi me lo so' comprato. Non fa una grinza, no? Certo, le storie della Oates allegre non lo sono mai, ma in fondo non è che io poi legga tutti questi libri leggiadri e divertenti, per cui è perfettamente nel mio stile.

Ho poi comprato, senza corse però eh, La buona madre di Sue Miller in un'edizione, credo, degli anni '80 ma costava 3 euro e, insomma, ma chi se ne frega di che edizione è. Ve l'ho linkata, se siete curiosi cliccate sul titolo del libro e la vedrete. Non ho ben capito cosa sta succedendo ai libri di Sue Miller (questo è un commento che aggiungo adesso, dopo aver cercato su Amazon il libro che ho acquistato), ma molti sono in saldo e mi sa che io un acquisto oggi lo faccio. Insomma, l'altro ieri al lavoro mi hanno trattata come una mezza idiota di 19 anni, non pensando che ne ho quasi 31 e sono pure laureata – a differenza loro –, e ho deciso che li mando direttamente a stendere, ché tanto senza contratto e senza una retribuzione adeguata, a sto punto, vado a lavà i bagni al McDonald. Per cui devo riprendermi da questi mesi di considerazione pari a quella che si ha delle opinioni espresse dai bambini di 6 anni (credetemi, usano una condiscendenza con me che mi verrebbe da urlare loro che sono analfabeti e che, al massimo, la condiscendenza devo usarla io con loro) e, forse, dato che mi hanno anche mentito sulla retribuzione (che non ho ancora ricevuto ma sono INUTILI dettagli) è il caso che mi faccia un regalo.

È poi arrivato tra i miei scaffali (giuro che sto per terminare, abbiate pazienza, siamo quasi giunti alla fine del post) Observatory Mansions di Edward Carey di cui mi ero interessata quando era ancora fuori catalogo (ovviamente). Credevo che lo avrei preso in biblioteca ma poi, invece, l'ho trovato nuovo ma usato (ci siamo capiti, no?) e non ho resistito. A mia discolpa posso dire che ricordo perfettamente questo acquisto: era veramente una giornata merdosa – come lo sono spesso, ultimamente – e io stavo davvero molto molto molto male. Mi sono fatta un regalo che, probabilmente, è servito solo ad aumentare la mole di libri che ho da leggere prima di morire, ma in quel momento mi ha fatta stare meglio.
Poi, ovviamente, ci sarebbero gli acquisti fatti al Salone e, cioè, devo ancora parlare delle letture e sto già alla riga milleuno di questo post. Rileggetevi il post dedicato e via, facciamo prima così.

Le letture, poche. Nel mese di aprile ho letto Lacrime di coccodrillo, gentile omaggio di EmmaBooks e che ho molto apprezzato. Avevo davvero bisogno di un abbraccio e Valeria Corciolani me lo ha offerto. Successivamente ho letto, e apprezzato, Charlotte Brontë. Una vita appassionata di Lyndall Gordon che mi ha offerto diversi spunti per la puntata di So classy! dedicata alla mia amata.
Nel mese di maggio ho letto Le geometrie dell'animo omicida di Monica Bartolini che è stato il libro giusto al momento giusto, e anche Made you up di Francesca Zappia di cui spero di parlarvi meglio. Non che non mi sia piaciuto eh, sia chiaro, solo che credo che la Zappia abbia fatto un po' di confusione. Si tratta di un libro la cui protagonista, dice l'autrice, soffre di schizofrenia ed ecco, cioè, ma anche no? Gli schizofrenici non sono tali solo perché hanno le allucinazioni visive eh, gente, non diciamo idiozie. Ecco, se Francesca avesse avuto il supporto di uno psichiatra, magari, nello scrivere questo libro, sarebbe stato meglio. Comunque, se non leggete in lingua inglese il mio vaneggiamento vi è utile quanto una penna senza inchiostro perché questo libro non è disponibile in italiano.
L'ho iniziato a Dublino, perché mi interessava essere immersa nell'inglese in tutti i sensi, e poi per quel mio progetto di riuscire a leggere libri in inglese più spesso di mai. Vabbè, insomma, si becca un 3 scarso su 5, via.

Al momento sto leggendo Ross Poldark di Winston Graham (tanti cuori, super cuori, molti cuori) e Anime baltiche di Jan Brokken che io boh. Non capisco il perché delle recensioni super lodevoli, perché io boh. No gente, davvero. Leggo e la domanda mentre leggo è "sì, vabbè ma quindi?". Mi sento davvero una brutta persona, a questo punto, perché vuol dire che il mio non commuovermi per una sequela di biografie di gente mai sentita nominare – a parte qualcuno – è il frutto del mio cuore di pietra. Però io boh. Mettiamoci che assolutamente non credevo che si trattasse di piccole biografie, della durata di una decina di pagine, ma avevo immaginato che si trattasse più di una sorta di romanzo o, almeno, di biografie romanzate... Scoprire che, invece, è un mero sciorinare di eventi, così come i box di approfondimento del mio libro di storia del liceo, ecco, mi ha molto delusa. 
Fortuna che l'ho preso in biblioteca perché, seriamente, ci so' rimasta davvero malissimo. Se qualcuno lo ha letto e vuole, privatamente, dirmi che sono una orrenda persona può farlo.
Il fatto è che mi sorge il dubbio, come dicevo a inizio post, che mi sfugga qualcosa di importante. È forse un mio calo di intelligenza? Qualcosa che è palese a tutti meno che a me? Credo che il mio quoziente intellettivo non sia abbastanza alto per comprendere il testo e per notare la passione e le emzioni che scorrono tra le righe. Ho un grande limite, lo ammetto: a me i libri di storia (cioè quelli dove ci si studia) non mi trasmettono emozioni, non ci vedo del pathos. E Anime baltiche è scritto allo stesso modo; non è narrato, è raccontato come se si trattasse di un testo di storia. E io non riesco a emozionarmi. Perché, insomma, avrei dovuto fare lo stesso anche quando ho preparato l'esame di Storia della psicologia con il libro di Paolo Legrenzi (anzi, a questo punto leggetelo, è molto interessante nelle parti in cui parla dell'impossibilità di esercitare di Wundt, il padre della psicologia). E niente, non mi sono emozionata e non ho pianto neanche allora. Forse avrei dovuto.
Vi prego, ditemi qualcosa per rassicurarmi perché seriamente penso di essere stupida. In lettura ho poi, ovviamente, Haruf ma è troppo presto per dirvi qualcosa in merito e, quindi, vi rimando al prossimo mese per le impressioni (mi auguro prima, ma sai com'è, me distraggo n'altra volta ed è settembre senza che me ne accorga).

In lista desideri fortunatamente non ho inserito nulla, semplicemente perché non ne ho avuto il tempo. Quindi vi risparmio un altro pezzo luuuuuunghissimo di questo post e vi lascio andare in pace. Certo, è vero pure che mentre scrivevo mi sono accorta dei saldi su Sue Miller e, quindi, la lista desideri si è appena formata. Daje, sbrigamose coi saluti che vado a fare un ordine. Voi che cosa avete comprato, letto, desiderato? 
Cià cià, è stato un piacere, cià.

11 commenti:

  1. Ah, che bel post! La sigla iniziale era assolutamente giustificata. :)
    Ma questa Sue Miller? L'avevo adocchiata per le copertine hopperiane (anche se ormai, a voler ben vedere, sono più i libri con Hopper in copertina che senza..) e le trame non sembravano malaccio ma non ho sentito la classica vocina nella testa dirmi "deve essere tuo! prendilo!". Però se mi dici che vale la pena, ho giusto in stallo un ordine sul Libraccio.it.
    Ultimamente anche io ho iniziato ad interessarmi a Grossman, ma condivido le tue stesse ansie, forse l'unica sarebbe proprio il gruppo di lettura, sia come sprone, sia per l'opportunità che dà di fare una lettura più meditata.
    Le "Anime baltiche" sono piaciute molto al mio ragazzo, che però effettivamente è più incline alla non-fiction che ai romanzi, lui l'ha visto come un approfondimento per il viaggio che poi abbiamo fatto nelle repubbliche (siamo anche entrati alla libreria di Janis Roze, Lorenzo era entusiasta).
    "Obsevatory mansions" l'ho preso da poco anche io, mi ispira assai e ne ho sentito parlar bene.
    In questo periodo ho scoperto il magico mondo dello scambio di libri (soprattutto grazie ad acciobooks) e, seppur non mi abbia ancora procurato chissà quali titoli, mi sento così fiera di me per non averci speso soldi, che mi sono sentita autorizzata a fare diversi acquisti tra mercatini, banchetti di beneficenza e saldi vari: mi sono portata a casa un meridiano di Hemingway (perché, sì, nonostante Il vecchio e il mare, ho ancora voglia di leggerlo), diversi Roth proprio carucci, "Psycho", "Loney" (che in effetti è stato un regalo da me suggerito, non ne so niente ma la copertina mi piaceva da matti e la trama è intrigante) e poi due altri libri che mi sembra quasi di aver già letto visto quanto sono stati pompati ultimamente: "Io e Mabel" e "Dalle rovine" (condivido il tuo essere sospettosa verso i libri di moda, ma ho anche pensato che, per quando li leggerò, la gente mi chiederà "Funetta chi?").
    Passando alle mie letture, alcune sono state molto soddisfacenti: "Pastoralia" di Saunders, "Omicidio a Road Hill house" della Summerscale (se ti piace WIlkie Collins lo DEVI leggere!), "In caso di disgrazia" di Simenon, "La guardia bianca" di Bulgakov, "Pionieri" della Cather e "Il mondo conosciuto" di E. P. Jones (bello! bellissimo!).
    In wishlist ne sono finiti una quantità, ho cominciato a lavorare in una libreria di remainders e non poteva essere diversamente. -.-' Sicuramente mi accaparrerò "Gli anni dell'observer" di Orwell, che è una raccolta di suoi contributi al giornale e "Jack lo squartatore" di Paul Begg, che anche da scontato costa un botto, ma pare valga la spesa.
    Senti un po', ma tu su aNobii ci sei?

    ps: ho fatto casino col primo post, sono una frana XD

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    1. Dunque, vado in ordine sennò mi perdo. Per il commento non fa niente, io che sono la padrona qui dentro l'ho eliminato e nessuno si accorgerà di nulla.
      Poi, quindi. Omicidio a Road Hill House ce l'ho in lista desideri ad ammuffire da non so neanche io quanto tempo (pensa, manco sapevo che era uscito in economica, quindi stiamo parlando proprio di almeno 5 anni fa). Quindi, ecco, se mi dici che merita me lo compro – tanto per cambiare.

      Sue Miller mi è stata caldamente consigliata da una ragazza che, in realtà, non ha gli stessi gusti miei (anzi, per niente) e quindi avrei dovuto fregarmene in tranquillità. Il fatto è che, però, mi interessavano le trame e ho quindi acquistato dei suoi libri su una bancarella (oltre a quello di cui parlo in questo post) perché costavano 1 euro. Inutile dire che non li ho ancora letti (però li ho comprati poco prima del trasloco, quindi li ho subito inscatolati e li ho riposizionati in libreria giusto qualche giorno fa, quindi sono quasi giustificata).
      Se riuscissi a non distrarmi troppo, magari, c'è anche la speranza di vederli recensiti su questo blog. Frattanto, alla fine, uno di quelli in saldo puoi prenderlo su Amazon, se non ti piace avrai al massimo buttato 5 euro.

      Ecco, forse Anime baltiche dovevo affrontarlo come un approfondimento di una zona geografica. Anche se ammetto che anche così non me ne sarebbe fregato poi molto. Nel senso che non conosco la zona, se non attraverso foto su Google, e quindi mi trovo poco incline ad approfondirne la storia.
      Forse se avessi programmato un viaggio in uno di quei Paesi (o un tour proprio di tutti) avrei gradito di più.
      Immagino allora che rimarrà un grosso, grande "boh" per me xD

      Il mondo conosciuto non lo conoscevo, grazie per averlo nomiato. Ho preso un appunto, magari approfondisco, anche perché sembra interessevole.

      Ps: sì sono su anobii come Nereia, ovviamente xD (Eccolo).

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  2. "la Ferrante, per me, sta bene dove sta, non me so' mai vista la serie tv di Romanzo criminale". Ok. Vuoi sposarmi? :-)

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    1. Ahahaha per così poco? Ma ne ho tanti altri di esempi di questo tipo. Per dire, non vedo neanche Gomorra per lo stesso identico motivo xD xD

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    1. Non me lo aspettavo, ma tipo ieri sera sono arrivata dal 19% al 35% in tipo pochissimo. Ho smesso di leggere solo perché era decisamente una certa ora.

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  4. Beh dai, consolati, pensa a quante lacrime verseremo per Vita e destino! :D

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    1. Meno male che me devo consolà eh :P

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  5. Il progetto grafico delle copertine NNE. Ma quanto sono belle? Per il momento le ammiro e basta. Ho già troppi libri in casa che non ho mai letto, e ogni tanto mi domando: li leggerò mai? Poi mi rispondo che non c'è fretta e che i libri possono anche aspettare, mentre io passeggio, mangio pesche/ciliegie/gelati, mi incontro con gli amici.

    Sono riuscita a finire di leggere "Le piccole virtù" di Natalia Ginzburg. Mi è piaciuto molto. E poi ho letto "Che animale sei? Storia di una pennuta" di Paola Mastrocola: molto carine le illustrazioni.

    Libri bramati: "Il nuovo sillabario veneto" di P. Malaguti (sono stata a sentirlo parlare, come saggista mi piace molto) e un libro-intervista a De Gregori, l'ho visto in libreria, prima o poi lo prenderò in mano.

    Tanti saluti, cara amica del segno del Cancro/Leone (quale dei due??)

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    1. Che animale sei? Storia di una pennuta l'ho letto un sacco di tempo fa, ricordo con un sorriso la "pennuta" dentro la morbida ciabatta ma, per il resto, un libriccino un po' meh. Forse ero già vecchia per leggerlo.

      Sì, le copertine NN piacciono anche a me nella maggior parte dei casi, mi piace soprattutto la gamma dei colori utilizzati.
      Sono del Cancro, cara, e forse è cosa brutta xD xD Anzi, è cosa brutta sicuro :P

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  6. Ma che bel post riccoricco e gustosissimo. Grazie mille Nereia.

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