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lunedì 20 febbraio 2017

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 20/26 febbraio


Sì, sì, lo so. Lo so. La settimana scorsa non ho pubblicato la puntata che tutti vi aspettavate. È che c'ho una vita pure io e, soprattutto, c'ho qualche malattia alle volte. E la settimana scorsa mi sentivo una caccola, ma davvero una caccola secca e schiacciata. Insomma, una vera schifezza.
E poi, insomma, c'ho pure un momento di crisi esistenziale, dovuto al fatto che non so più che cosa fare di questo spazio. Un discorso un poco complesso, in realtà. Avrei diverse idee, tutte non realizzabili nel poco tempo a disposizione. Mi piacerebbe che il processo di trasformazione di questo blog volgesse al termine e fosse, per così dire, definitivo.
Mi sono accorta che LibrAngolo Acuto ha bisogno, e ne ho bisogno anche io, di una ventata d'aria fresca e sto cercando di chiarirmi un po' le idee.
È possibile che nel tempo necessario a capire un po' che cosa ne sarà di questo spazio, io ci sia un po' a singhiozzo. Mi sono accorta che alcuni dei post presenti su questo blog non riscuotono l'interesse sperato, ho quindi deciso che andranno via via sparendo. Non sarà una cosa repentina, anche perché devo ancora capire come organizzare il mio tempo libero, per cui i cambiamenti che attuerò, li attuerò pian piano. A ogni modo, andiamo a vedere cosa di bello vi aspetta in libreria questa settimana.


Siamo d'accordo, questa copertina non è il massimo. E sì, siamo d'accordo, c'ha tutto il diritto di stare qui, ospite di questa rubrica. Eppure io non volevo segnalarvela perché che c'è da dì? 
Sarebbe stata una segnalazione muta, perché non c'è davvero niente da dire in merito (se non un turpiloquio di quelli importanti).
Più guardo questa copertina, più mi sembra la storia di Sam al suo primo giorno di scuola hobbittiana, quando era giovane. Dite di no? Diapositiva per voi. Avanti, ditemi se questo tizio non è Sam da giovane. 
Ecco, quindi non c'è niente da dire, al massimo posso dedicare a questo libro un rutto. Poi, però, ho letto la scheda e il mondo attorno a me è cambiato. 
Hayley frequenta il secondo anno dell'high school a Baltimora. E fin qui tutto ok. Luke ha 18 anni e quando vede Hayley ne rimane affascinato e decide di conquistarla. E fin qui, di nuovo tutto ok. "La vita è una gara e lei sarà il suo premio", qui già non è tutto ok perché una persona non è il "premio" di nessuno, non trattandosi di un oggetto, ma facciamo che è una frase a effetto e va bene, facciamo pure che è tutto ok. "È Luke a guidare il gioco, seguendo Hayley e facendole credere che si tratti ogni volta di incontri casuali, fino a quando non raggiunge il suo obiettivo." Ok, questo è preoccupante. Lui la segue? Ma che è? La nuova frontiera dello stalking? Lui la segue facendole credere che si tratti sempre di incontri casuali? E lei non si fa una domanda quando se lo trova DOVUNQUE? Sta provando delle mutande da Zara e c'è lui dietro la tenda, sta depilandosi l'inguine e c'è lui dietro la porta del bagno, sta scaccolandosi in santa pace e c'è lui nascosto dietro una pila di fazzoletti, sta mangiando cibo spazzatura guardando Maria De Filippi e c'è lui dietro il televisore, sta tagliandosi le unghie dei piedi con i denti – ao', ognuno c'ha i propri hobby – e c'è lui che è pronto a tagliarle, con i suoi denti, le unghie dell'altro piede? Ma che ansia! Una non può manco cambiarsi l'assorbente che c'è Luke vestito da Tampax vicino al gabinetto? Mamma mia, tesò, fatte na vita, iscriviti in palestra, che ne so, fatte una passeggiata ogni tanto. 
Luke, dice la scheda, vive di adrenalina. Ma non lo so eh, se vestirsi da Tampax e spiare la gente mentre si scaccola, è considerato adrenalina.

Mi so' sempre chiesta perché nessuno, nella vita reale, vada vestita come una dama dell'800 mentre passeggia nella discarica di Malagrotta. E meno male che c'è Amy Angel che, invece, c'ha di questi hobby. Perché, voglio dire, basta con queste vite normali e noiose. Vuoi mette, guardà il tramonto seduti romanticamente su una montagnetta di cartongesso sbriciolato? Vuoi mette l'osservazione della flora del posto? La scoperta di nuove malattie? La catalogazione di tutte le nuove specie di batteri? La possibilità di avvolgersi nella cacca di piccione? 
Certo, la tizia qui me se confonde proprio sul giubbino... Hai fatto tanto per quel vestito alla Jane Austen e poi te metti il giubbino di pelle e dei calzini di spugna al posto dei guanti? 
Mi piace pure lui, sguardo basso e testa china tipici del bad boy che ha appena individuato una colonia di ratti proprio lì vicino.
Poi è pure difficoltoso stare lì, in equilibrio su quel pezzo de polistirolo in pendenza, con le nuvole piene di pioggia radioattiva... 
Comunque, lei è Ivy – dice la scheda – che è una traditrice ed è stata costretta a sposare il figlio del Presidente, come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra, cedute ai figli del clan vincente. Ivy però era diversa, perché avrebbe voluto e dovuto uccidere suo marito. Peccato che, ovviamente, s'è innamorata. La nuova versione di Romeo & Giulietta del secolo, una roba che guardate ma chi sei se non c'hai una discarica romantica vicino casa? Nessuno sei. Altro che Montecchi e Capuleti, che non andavano a rovistare tra i sacchi dell'umido. 
E comunque, mi piacciono un sacco le fiamme a caso, quelle che vedete anche lì accanto ai nostri Ivy e Bishop (sì, se chiama vescovo de nome). C'hanno il polistirolo che sputa fuoco e non se ne so' manco accorti. Vado subito a comprare il primo volume di questa serie, mi interessano gli effetti dei fumi del poliuretano espanso al cervello. Allucinogeni, come minimo.


Per oggi purtroppo è tutto, non ci sono altre uscite che meritano di essere prese in considerazione. E adesso scusatemi ma dobbiamo sbrigarci ché devo spolverare il mio vestito regency per andare a passeggiare all'isola ecologica che sta qui vicino, magari me trovo un vescovo come marito. Al prossimo lunedì!

lunedì 6 febbraio 2017

Photoshop non ti conosco, obbrorbio non ti temo, Paint ti amo 6/12 febbraio


Buongiorno bellezze, buongiorno!
Ovviamente non sono riuscita – per pigrizia – a organizzare la mia settimana durante il weekend. E io che volevo fà grandi cose... Invece niente, ieri mi sono drogata di Vikings a causa di un post sbornia niente male (e poi, vogliamo parlare di quel gran bel pezzo di uomo che è Rollo? Eh? Eh? Eh? Ad aveccelo un vichingo tutto mio. Invece niente, nella mia vita no vichinghi. E i catalani so' pure bassi). È che io, ogni tanto, mi sento giovane e poi vedi un po' come va a finì. Quindi so' le 11.15, è tipo super tardi e io c'ho ancora cento cose da fare, tra cui prepararmi il pranzo e poi il tupperware con la cena che devo portarmi al lavoro (sì, lavoro il pomeriggio e la sera, che volete fà).
E quindi bene, sbrigamose. Vi dico, purtroppo, che questa settimana usciranno solo due libri degni di nota. Sta diventando un mestiere duro il mio eh, le case editrici non sono più prolifiche come un tempo. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio di cosa parlo.

'Na recchia a sventola e una no is the new black, ve lo dico io. Averle tutte e due normali o tutte e due a sventola è démodé e non si sposa con il progetto grafico. Meglio una sì e una no. Poi mettiamocele due cose scritte sulla copertina di un libro, che quasi riporta pure il volantino coi prezzi di questa settimana del Lidl vicino casa mia. Titolo, autore, serie, logo, romanzo, autrice di, nome della casa editrice, prezzo delle alici sotto sale al kg e pure una mappa della metro di Milano che ce sta sempre bene. Io boh. Quei cosetti che dovrebbero essere dei tribali (bastaaaaaa non vanno più di moda dagli anni '90 i tribali, la smettiamo? Basta. Ogni volta che si pensa a un tatuaggio ce se piazza il tribale. Vogliamo superarla sta cosa? Soprattutto, vogliamo superare la cosa che chi è tatuato è un bad boy? Non è vero santo cielo, basta. Pure il macellaio dietro casa è tatuato, che vor dì? Non ce la fanno ad andare oltre al Step e Babi de Moccia eh, proprio no. Giacca di pelle e tatuaggio= bad boy così come collana di perle = frigida vergine)... Dicevo, quei tribali dentro la O davvero orrorifici, quasi da far venire un attacco epilettico ai passanti. Ma ce so' affezionati perché la copertina del volume uno (dove i protagonisti si innamorano) è praticamente la stessa ma frontale (qui per maggiori dettagli).
La trama che riporta la scheda, guardate, io non lo so se voglio dirvela perché l'ho letta e, dentro di me, è nata la voglia di dar fuoco a una libreria a caso. Comunque, indovinate? Il tizio qui si chiama Jake e, visto che è tatuato, è un bad boy e una rockstar. Ok. Tru l'ha conquistato, vivono insieme e lei manco ce crede che un bad boy tatuato s'è convertito alla vita da felice famiglia americana con cane e steccato bianco. Però c'è un però. Tra paparazzi agguerriti, magazine di dubbio livello, scorpacciate di Novella 3000, ospitate dalla D'Urso, staccionate da dipingere e fantasmi del passato, Tru vuole un figlio e Jake no. 300 pagine di interrogativi sui migliori metodi anticoncezionali e come renderli inutili senza che il partner se ne accorga. Un libro da non perdere.

Non lo so su cosa dovrei soffermarmi guardando questa copertina, dico davvero. Cioè io la guardo e mi gira la testa per quanto è confusionaria e piena di cose fatte male. Cos'è nebbia quella lì dietro? Fumo? Sta andando a fuoco il paese dietro di lei? Il paese dietro dov'è, dentro un presepe per caso?
I capelli neanche riesco a commentarli. In realtà sono di plastica, come quelli di Ken California che ce li aveva attaccati alla testa e giallo uovo, ve ricordate? Che poi mi so' pure sempre chiesta perché. Barbie ce li aveva i capelli, perché Ken no? A chi è venuta st'idea brillante? Manco potevo levaje quella odiosa scrima laterale alla Ciccio Bello. Già con quel sorriso cretino non sembrava particolarmente intelligente, poi con quei capelli... Infatti la mia Barbie lo tradiva sempre con un'altra Barbie (eh, aveva capito tutto della vita).
Dicevamo. Il vento che le smuove i capelli rosa mi auguro sia un turbine perché sennò non se spiega come facciano a sparare in direzioni diverse. Sto presepe, comunque, c'ha tutto eh, un incendio, dei fulmini, un turbine di vento. Ammazza che clima di merda tesò, cambia presepe.
Un minuto di silenzio, invece, per il pollice più brutto ever che abbiate mai visto (ingrandite l'immagine, ve prego).
La scheda ci dice che la Night School potrebbe sparire, i ribelli della Cimmeria Academy hanno perso i loro leader, la battaglia è persa ma la guerra è ancora in bilico (o qualcosa del genere), Carter lotta con il tempo e Allie California (sorella adottiva di Ken California) deve prendere in mano le redini del suo destino, la partita sta finendo, il gioco però no o qualcosa  di questo tipo. Vabbè, la trama non l'ho letta con attenzione, chiaro? Il fumo sul presepe e il pollice troncato di Allie California mi hanno distratta, va bene? 


Purtroppo per questo lunedì è tutto, vi auguro una settimana piena di presepi e turbini di vento! Al prossimo lunedì. 

lunedì 30 gennaio 2017

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 30 gennaio – 5 febbraio


Buongiorno gente!
Oggi mi sento carica, ma così carica che, guardate, carica così non lo sono mai stata. No, non è vero. Non sono carica per niente. Accuso una certa presenza vicino alla tonsilla sinistra, forse mi sto ammalando e se è così non posso sopportarlo: già stata male con l'influenza quest'inverno eh, un'altra non ce la voglio, proprio no.
Intanto la mia vita prosegue come sempre, sto cercando di fare il possibile per organizzare le mie giornate ma con scarsi risultati. Inutile dire che non sono organizzata come una colonia di formiche, anzi. Basta in realtà mettere piede in camera mia per venire travolti da un'ondata di disordine e cose. E dire che ho tre cose in croce qui a Barcellona, se ce ne avessi di più verrei accolta da una valanga ogni volta che varco la porta, altro che ondata. Già me la immagino la valanga di vestiti che normalmente sposto da una parte all'altra, quelli che sono troppo puliti per finire in lavatrice ma troppo sporchi per essere messi di nuovo nell'armadio e così passano le loro giornate a fare avanti e indietro tra la sedia e il letto per poi finire, inesorabilmente, in lavatrice, circa un paio di giorni dopo. Eh lo so, la vita dei vestiti né sporchi né puliti è proprio dura.
Ma basta parlare di me che ogni volta sto qui e monopolizzo la scena, parliamo di ciò che possiamo trovare in libreria questa settimana!

Ecco, questa tipa che vediamo qui è sicuro la sorella gemella. Il balcone è lo stesso, ma per l'occasione abbiamo cambiato parte della Contea di Bilbo Baggins: lì c'era la distesa di prati, qui invece c'abbiamo un fiume con una piccola barchetta che fa tanto Cina imperiale.
Mi auguro che 'sta ragazza sia seduta su uno sgabello che non si vede perché, altrimenti, gente io ve lo dico, stare con una gamba alzata e piegata e, quindi, in equilibrio su un piede, solo per fissare il proprio sguardo su un pacchetto regalo... Cioè, sarà sicuramente una posizione di yoga 2.0 per raggiungere chissà quale status di tranquillità mentale, ma la fatica? La fatica? Ne vogliamo parlare?
Sarà una cosa tipica dell'Indocina francese del 1952 (l'ambientazione del libro), insieme al cielo rosa, giallo, lilla e azzurro e le colline verde evidenziatore Stabilo. Noi non c'eravamo e non possiamo dire il contrario. Possiamo dire, però, che l'altezza di quella recinzione non è sicura: se ti sbilanci mentre pratichi lo yoga 2.0 guardando un pacchetto regalo è la tua morte. L'acqua ai bordi me pare pure un tantino verde melma, io un bagno non me ce lo farei (così, pe' dì). Nicole (così si chiama, ci dice la scheda), dai retta a me, cambia sport.
La storia, comunque, è che Nicole c'ha dei problemi irrisolti con la sorella Sylvie, c'è il commercio della seta, lei però lavora in un vecchio negozio polveroso, non le piace il suo mestiere, però è innamorata di un ricco americano Mark ma poi conosce Trân, un ribelle vietnamita, e allora che dici, me tengo l'americano o faccio yoga 2.0 versione poporno con Trân? So' scelte impegnative Nicole, quando vuoi parlà ci trovi qui eh.

6 cose impossibili dici eh? Sicuri siano solo sei? Perché la settima è guardare questa copertina senza svenire, santo cielo. Ma cosa è successo in redazione? Erano tutti strafatti di speed? Non c'è 'na cosa che funziona in questo ammasso di cose appiccicate male con Paint.
L'ottava cosa impossibile è quella specie de tiara che a una certa sparisce sulla destra (?? ma in che senso? Perché?), per non parlare della coccinella di legno e plastica appiccicata lì, senza senso (oltre a essere terribile, veramente terribile).
Un occhio lilla e l'altro rosa (inquietante eh), i brillantini che non si sa da dove escono fuori, la mancanza di senso del tutto. Ma lo vedete il fiore rosso sulla destra? Lo vedete? Io è meglio se non lo guardo, è così brutto che rischio un infarto.
Questa volta però non è colpa di Newton Compton perché questo capolavoro è opera della Harry N. Abrams e noi sappiamo perché Newton Compton ha deciso di mantenerla invariata. Perché? Ma perché rispettava tutti gli standard del mal fatto che normalmente piacciono tanto, ovvio. Che domande!
Comunque, pare che Alyssa – dice la scheda – sia riuscita a entrare nella tana del coniglio e che ormai abbia il controllo della propria vita (ma manco tanto, se scegli tu stessa de conciatte così, tesò, era meglio se te controllava qualcun altro) e che in questa serie di racconti farà un viaggio nel suo passato, nel presente, nel futuro e se j'avanza tempo se ferma pure alla Rinascente a rifasse il guardaroba.

Se mi lasci ti licenzio? Come scusa? Ma che è, una minaccia? Questo è chiaramente un libro che tratta il tema, orribile ma purtroppo molto vero, del mobbing, giusto? 
E lei viene presa in giro dai colleghi perché indossa delle ciavatte che neanche la Inblu nella collezione dedicata alle nonne eh (e comunque non ci stanno con quei pantaloni, fattene una ragione, tesò).
Purtroppo no, a quanto pare Se mi lasci ti licenzio narra la storia di Adam che a 22 anni ha già fatto carriera. Cioè, normalmente ti laurei e fai uno stage gratis – o quasi – in un posto di merda facendo fotocopie, invece Adam manco aveva finito di consegnà la tesi in segreteria che già era a capo di un'azienda. Va bene, tutto molto credibile. Comunque, l'azienda è proprietaria di un famoso sito d'incontri ma Adam non sogna di far accoppiare la gente (per quello c'è Tinder, hai ragione), sogna piuttosto di diventare produttore cinematografico e per farlo ha bisogno di un grosso finanziamento (ma n'era già ricco?). A interessarsi al progetto, ci dice la scheda, è un ricco magnate che però decide di mandare la figlia, Alison, a lavorare nell'azienda di Adam (ma perché? Che c'entra con il diventare produttore cinematografico? Quindi se Adam c'avesse avuto un panificio ma sognava di diventare pornoattore, qualcuno mandava le attrici a fà le cassiere al panificio? Mah). Così Alison indossa quelle orribili scarpe e va da Adam, ma l'attrazione è così forte che insomma alla fine saranno amici, amanti, colleghi etc etc. La cosa importante però è: ma quella moquette è macchiata? Oddio che schifo. 



Per questa puntata è tutto, vi auguro una settimana all'insegna dello yoga 2.0 e un buono regalo da spendere sul sito di Inblu ma solo per comprare scarpe di merda! Al prossimo lunedì. 

lunedì 16 gennaio 2017

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 16/22 gennaio


Buongiorno gente!
Comincio subito con l'inginocchiarmi sui ceci per chiedervi perdono. Venerdì avrei dovuto pubblicare un post, ma mi sono ritrovata a correggere la tesi di un'amica (la cui consegna era prevista venerdì stesso) e niente, non ho fatto in tempo.
Tra l'altro i miei orari non sono proprio comodi, sto cercando disperatamente di non perdermi i pezzi per la strada e non è facile. È vero, lavoro il pomeriggio, ma ci metto un'ora per arrivare e un'ora per ritornare, ciò significa che mi tocca pranzare alle 12,15 circa (cosa che mi fa terribilmente sentire in ospedale). Insomma, per farla breve, la mia giornata è così suddivisa: ore 8,30 circa sveglia, caffè, lava i piatti, doccia, rendi la camera presentabile, controlla la posta, oddio le 11.30? Cucina!, mangia, ODDDIOO ME PARTE IL TRENO E ARRIVO TARDI!, poi lavoro, poi corsa al treno, sono le 20, passa velocemente al supermercato, cena, svieni. Due volte a settimana vado al corso di catalano dalle 20 alle 22 e devo anche correre perché altrimenti arriverei in ritardo. Per cui, io ce provo a stare dietro al blog (e ho anche pensato a come fare), ma alcune volte mi è davvero difficile. Però, se tutto va bene, riuscirò a breve a dare forma a tutto, ve lo prometto. Ho ideato un metodo, lo metto in pratica durante questa settimana.
Ma basta, basta con queste introduzioni lunghe millenni, vediamo cosa ci aspetta in libreria!

Da un'idea di Fabio Fazio, da un film di Bruno Vespa, da un'intervista ai Re Magi, da una manifestazione in favore de laggente che cammina sull'acqua, da un romanzo su un romanzo su un romanzo, da un film su un romanzo su un romanzo su un romanzo, ecco la storia di Lucy, che si china sulle pozzanghere per leggerne il fondo.
Oh, d'altronde Sibilla Cooman legge le foglie di tè in Harry Potter, non vedo perché Lucy non possa leggere i fondi delle pozzanghere della fermata metro Valle Aurelia.
Non è che solo legge il fondo, capite? Si inginocchia sull'acqua e, da brava parente stretta di Gasparre, Melchiorre e Baldassarre quale è, non solo sta sospesa sull'acqua, ma manco se bagna! Questa è arte, signori miei, ma che ne volete sapè voi. Chissà che ce vede, poi, nel fango. Funesti nemici? Futuri prossimi e trapassati remoti? Chi lo sa.
Tra l'altro, Lucy è proprio fortunata perché conosce un mago che la fa finire a letto con un attore super bello e super famoso e poi li unisce con un filo rosso indistruttibile (la leggenda del filo rosso è cinese, per più info andate qui, anche se l'autrice l'ha un po' cambiata). Ora, io il mago più mago che ho incontrato in vita mia è stato uno che voleva leggermi le carte nel cortile della mia facoltà e, quando gli ho detto che ma anche no perché avevo lezione, mi ha urlato in faccia "tanto t'esce la luna nera!". Inutile dire che questo breve incontro non mi ha fatta finire nel letto di Luca Argentero, anzi all'epoca ero pure infatuata di un cesso a pedali che, tra parentesi, non è manco diventato famoso. La scheda non ce lo conferma, ma sono quasi certa che le cose belle succedano solo a quelli che leggono le pozzanghere.

Ahhh, c'avevamo proprio bisogno de mette una tutta storta, di spalle, in copertina. Il braccio sinistro è chiaramente in rigor mortis, con un'angolatura che fa spavento pure ai medici legali abituati ai più efferati omicidi della storia. Poi me dite pure perché una tizia, in rigor mortis per metà corpo, dovrebbe andà in giro – in camicia da notte– pe' fratte.
Le foglie in stile Garzanti c'hanno pure un poco rotto, basta ragazzi, basta! Non ce la faccio più a vedè alberi e foglie in copertina. Poi quel ramo sulla sinistra, mezzo storto come il braccio della nostra amica proprio nun se po' vedè.
La scheda non ci dice nulla in merito al perché una dovrebbe andà in giro in camicia da notte, ma ci dice qualcosa sul perché ha mezzo corpo in rigor mortis.
Conni, Albert e Jim sono tre tizi inseparabili che fanno tutto insieme, vivono, mangiano, dormono, vanno in palestra, in sauna, a lezione sempre insieme, tipo in simbiosi (mamma che ansia) e la loro vita ruota attorno all'anima del gruppo, Kristina Kim che a una certa comincia a dare segni di cedimento (ma cedimento de che? Si sta decomponendo viva? Vabbè). Insomma, un giorno sto cedimento è così cedimento che la trovano morta tra le fratte. Spetta a Spencer O'Malley fare luce sull'omicidio e la prima domanda che si fa è "ma come, sempre cazzo e culo con quei tre mentecatti e nessuno di loro ne denuncia la scomparsa?". Un romanzo degno di Chi l'ha visto?, che la HarperCollins definisce claustrofobico e inquietante. Te credo inquietante, questi andavano dovunque insieme, manco si poteva fà una puzzetta in pace ché tutti venivano informati! Che ansia, regà.


Per questo lunedì è tutto, vi auguro una settimana di puzzette in santa pace! Al prossimo lunedì. 

lunedì 9 gennaio 2017

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 9/15 gennaio


Bene, le feste sono del tutto finite, il 2017 è appena iniziato (e non parte bene eh, le cose assurde continuano a investirmi come se non ci fosse un domani, ma va bene lo stesso), il blog può tornare alla sua naturale programmazione. Spero solo di riuscire a star dietro a tutto. Con un po' di impegno e costanza – e un po' di auto-rimproveri – posso farcela. Giusto? Giusto. O meglio, mi piace pensare che sia così.
Pubblicherò sul blog più o meno tre volte a settimana, con picchi di quattro perché ci piace stare sul pezzo e perché, soprattutto, ci piace che questo spazio ritorni all'iniziale vigore (pare la quarta di copertina di un libro demmerda, ma vabbè). Comunque, insomma, tutto questo per dire che mi impegnerò – da oggi – a essere più presente nell'internet. Siete avvisati. Se vi sto sulle scatole è il momento buono per bloccarmi. Fuggite, sciocchi! (cit dovuta).
Andiamo invece a vedere cosa ci riserva la simpatica editoria italica, sebbene io è il caso che mi occupi dell'editoria ispanica ogni tanto, mo' che sto qua. Non è ancora giunto il momento, non mi sento del tutto pronta (le copertine so' davvero terribili, credetemi). Pronti per le uscite di questa settimana? Via!

Basta, porca paletta, basta! Questa donna è il mio nuovo incubo. Se, fino all'anno scorso, ero convinta che la cosa che mi spaventava più nella vita erano i ragni, oggi non sono poi così certa. Nereia, non sei aracnofobica, sei annatoddfobica, accetta la triste realtà.
E basta con la gente smarmellata a pene di segugio, basta! Il tale smarmellatissimo, senza occhi, con il mento sfuggente e con la testa galleggiante nel Crystal Ball: una prova di destrezza grafica che neanche il grafico meno bravo al mondo – impegnandosi – ci sarebbe riuscito, davvero.
La tizia c'ha pure l'orecchio mezzo umano e mezzo rosa, ma come se fa? Ragà, non è difficile stabilire la circonferenza dello strumento pennello su Photoshop, so' le basi, le basi! È proprio la prima domanda che te fa Photoshop "stabilire grandezza del pennello". Niente, non gliela possono fà.
Arancione e fucsia, comunque, fa schifo da tutti i punti di vista, pure dal punto di vista del fashion designer.
Dici, la copertina farà così schifo e pietà da far riacquistare la vista ai ciechi, ma almeno la trama sarà decente, no? No. La scheda dice che Landon vorrebbe continuare a essere il bravo ragazzo di sempre, impacciato e timido come sempre... Aspè, un bravo ragazzo è per forza impacciato e timido? Non può essere simpatico, intelligente e fare l'attore, per dire? No. Ok, va bene. 
Quindi, vorrebbe continuare a essere bravo e sfigato, ma ha un'erezione ogni volta che incontra lo sguardo (mo' se chiama sguardo) di Dakota e Nora e quindi niente, si spoglia della sua timidezza (e pure de qualcos'altro) e per un po' sta con un piede in due scarpe. Poi decide che forse è il caso di scegliere. Peccato che Dakota un giorno gli comunica che lo ama alla follia e poi sparisce, e Nora fa lo stesso. Landon, io me farei du domande, fossi in te. Una nuova puntata di Amore criminale misto a Chi l'ha visto? per la nostra autrice preferita. Impossibile perderselo!


Dall'autrice di Scommessa indecente, dal regista di Ti prego, basta co' 'ste cacate, dal grafico di C'era una volta Paint, dal correttore bozze de La settimana enigmistica del 1989, Ho scelto di amarti arriva in libreria con una copertina che supera le leggi della fisica e fa pure una pernacchia a Isaac Newton. 
Sorvolando sul senso di nausea che mi devasta al solo pensiero che nel mio bicchiere ci siano oggetti differenti da ghiaccio, olive, menta, zucchero e/o altri tipi di cibi consoni (frutta, gelato etc) e che trattengo a stento un conato di vomito alla vista di un dado e di un batuffolo di cotone esploso – perché è un batuffolo di cotone sporco, vero? – nel bicchiere che sto per avvicinare alle labbra... Davvero a questo bicchiere manca un pezzo? Cioè, o è rotto – e l'ipotesi anche di pezzi di vetro in questo cocktail mi sta per uccidere lentamente – oppure il grafico, smarmellando qui e lì, ha cancellato un pezzo di bicchiere. E se è rotto, perché il liquido resta lì dov'è? Scoprivatelo! Scoperte della fisica nel reparto grafico di Newton Compton!
La scheda ci dice che Griffin Verdi non può proprio mancare a questo evento mondano dove si beve il cocktail di vodka, cotone e dadi perché è un evento troppo importante: si tratta del matrimonio del secolo. Peccato che l'assistente di Griffin, che avrebbe dovuto accompagnarlo, c'ha la stessa resistenza fisica di un moscerino, per cui si ammala e tocca trovà un sostituto (??) – ma uno va ai matrimoni con l'assistente? Ma non c'hai n'amica, na segretaria, na sorella? 
Così, la scelta ricade – probabilmente dopo un'ardua ricerca su Infojobs – su una tizia che si chiama Maylee che però non sa nulla dell'alta società e sicuro un po' si schifa a bere cotone e vodka. Ma non preoccupatevi, uno sguardo ammaliante al momento giusto, una scollatura perfetta, uno spacco molto profondo e chi se ne frega dell'alta società. Prevedo una cosa tipo "la foresta dei tanga volanti".



Per questo lunedì, purtroppo, è tutto. Vi auguro una settimana piena di batuffoli di cotone nel vostro bicchiere! Al prossimo lunedì, folks!

lunedì 28 novembre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 28 novembre – 4 dicembre



E siamo tutti di nuovo qui, di ritorno dalla mia pausa di una settimana che mi è stata più o meno utile. Certo, è stata la settimana più breve della mia vita e ho dovuto anche lavorare sabato – pure che non avrei dovuto – e manco solo fino all'1, come speravo, ma fino alle 17,30. Il mio weekend di riposo, quindi, è durato un solo giorno. E dire che io tra sabato e domenica avrei voluto fare un sacco di cose, tra cui scrivere la prima puntata di una nuova rubrica ma... Niente. Vediamo se stasera, di ritorno dalla scuola e dopo aver fatto la spesa mi restano ancora le forze per scrivere.
È quasi dicembre, ormai, e si vede dal numero delle uscite in libreria: poche, perché le case editrici faranno il botto intorno al 15/20 dicembre, così da assicurarsi le montagnette di libri de merda all'ingresso di ogni libreria. Per questa settimana, quindi, abbiamo solo due uscite. Mi dispiace moltissimo, ma l'editoria è un mondo brutto e cattivo, non prendetevela con me.
Comunque, sono felice di comunicarvi che il blocco del lettore è andato via del tutto e che ho ripreso a leggere. Certo, se non fossi stanca morta leggerei più di un paio di pagine prima di crollare, ma confido molto nelle prossime settimane. Credo. Basta però parlare di me e della mia inutile vita da espatriata, parliamo dell'italica editoria e delle uscite meritevoli di questa settimana!


Voi lo sapete, qui il lunedì non si parla solo di romance. Certo, è più probabile che una copertina oscena appartenga a un libro osceno, ma come nel mondo normale esistono le eccezioni che confermano la regola... Anche in editoria funziona allo stesso modo. Ecco perché abbiamo il nonno di Hugh Grant e un travestito nei panni di Meryl Streep che si sono prestati per la copertina di Florence. Copertina che, a prima vista, sembrerebbe appena uscita dai Gialli Mondadori del 1990. Esatto, sì, quelli che uscivano in edicola e che erano a dir poco terrificanti in quanto a grafica. Ma erano pur sempre gli anni '90, gli anni delle spalline, delle giacche da donna blu elettrico, dei bananoni ai capelli e delle frangette cotonate.
Eppure mi dispiace che si sia scelto di far posare il nonno di Hugh Grant e il signor travestito per questa foto, perché il libro non meritava di certo questo trattamento. Poi, ovvio, qualcosa da ridire ce l'ho pure su questa raccapricciante fascetta giallo men at work, che violenta terribilmente la mia retina (oltre a non essere neanche lo stesso giallo utilizzato per il titolo). Inutile soffermarsi a chiedersi il perché di un copia-incolla così poraccio per un libro che costa la bellezza di 18,50 euro... Delle volte Piemme fa di queste cose inspiegabili, inspiegabili soprattutto per chi è invece dotato di raziocinio. Lo sfondo in bianco e nero è semplicemente mostruoso se associato ai due ritagliati male da uno speciale tratto da Donna Moderna. La scheda ci dice che questa è la storia di Florence, la soprano più stonata del mondo, che si esibisce in concerto a New York, nel 1944. E, guardate, non fosse per la copertina da incubo, io questo libro lo avrei probabilmente comprato. Peccato che non sia proprio tutta colpa di Piemme, dato che i due falsi attori qui accanto sono stati presi in prestito (MALE) dalla copertina originale che fa ribrezzo quasi quanto quella italiana e che potete ammirare qui. Oh, che ve devo dì, si vede che Maryl Streep e Hugh Grant, quelli veri, dopo aver girato il film non c'avevano voglia di prestarsi a uno shooting fotografico.

Che c'avrà da ride 'sta tizia in copricostume io non me lo so spiegare. Una che cammina e se sganascia, da sola, sicuro tanto bene non sta. Magari ride della povertà grafica del poster di Benji e Fede (che io devo ancora capì che fanno nella vita pe' campà), o magari ride del fatto che ha il piede destro numero 48 e l'altro solo un misero 41, va' a sapè. 
Non lo troverei divertente, fossi in lei, e certamente non lo metterei in mostra con una ciavatta a infradito. Ma io so' io e la gente che se sganascia camminando non è me, me pare piuttosto evidente.
Io guardate, veramente, non so in che modo esprimere la mia preoccupazione circa la deriva che il mondo dell'editoria – e della grafica editoriale – stia prendendo. 
A parte la mia ignoranza sulla vita di questi Benji e Fede (e pure su 'sta Sharon, ma uno con un nome normale lo mettiamo per favore? Sharon, Benji, ma che è? Me pare un cartone animato a me), ma perché sembrano appena usciti dai Bee Hive? Perché nel 2016 sono vestiti come Mirko e Satomi nel 1985? Che cosa mi sono persa? Una si assenta una settimana dal mondo dell'internet e delle uscite editoriali e si ritrova libri di questo tipo. Ma poi chi l'ha scritto sto libro? Perché da qui pare che l'abbia scritto solo Sharon, ma la scheda non è d'accordo. Vabbè, fossero stati in tre a scriverlo, dovrebbe avere una trama almeno accettabile, dici, no? No. Nadia ha 17 anni e per le vacanze di fine scuola va a casa del cugino Marco al mare. E dici, sticazzi? No, perché così, di punto in bianco, due star famose (che so' 'sti Benji e Fede), vanno a vivere con lei. E uno diventa un amico, mentre l'altro invece c'ha gli occhi azzurri e quindi lei si innamora. Ma non cederà come fanno tutte, nossignore. Eh? Cioè, fateme capì: perché in tutte le vacanze passate, cacchio ne so, a Margherita di Savoia, nella casa dove stavo io non è mai venuto a bussare alla porta con la valigia, che so io, Gianni Morandi? O anche, se vogliamo renderla internazionale, Robin Williams? No, al massimo suonava la madre della signora con cui eravamo amici, per offrirci un po' di sugo di seppioline o dei taralli fatti in casa. Che va bene eh, però, via... Vuoi mette il sugo di seppia con Benji e Fede?



Per questo lunedì è tutto, vi auguro una settimana piena di pasta al sugo di seppia e taralli al peperoncino fatti in casa. Mi raccomando: Baby I love you I wonder thing undone, Baby I need you, vorrei vederti ma tu...

lunedì 14 novembre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 14/20 novembre


E ciao gente, buon lunedì di merda a voi tutti!
Oggi, sebbene sia lunedì, sono contenta. Eh, lo so, c'avete ragione: Nereia contenta potrebbe voler dire Nereia meno cattiva, cinica e acida. No, gente, non preoccupatevi: Nereia, di fronte allo scempio, è sempre cinica e cattiva, anche quando è contenta.
Sono contenta perché ho finalmente uno scopo: andare a uno stage. Certo, non è il lavoro della vita e, tra l'altro, praticamente lo faccio gratis, ma stavo quasi per considerare l'omicidio/suicidio, quindi mi sta bene anche vedere altri essere umani e utilizzare finalmente il mio spagnosardo – sì, parlo spagnolo come fossi sarda – anche con altra gente, oltre che a quel poveraccio del mio coinquilino che non fa che sorbirsi i miei discorsi con tempi verbali completamente casuali.
Inoltre, sono contenta anche perché la mia vita continua a somigliare a un cartone animato e sabato sera qualcuno, per strada, mi ha guardato il deretano e poi mi detto "pagafanta" (che sarebbe una di quelle ragazze che si fa offrire da bere e poi ti lascia in 13, da solo, con 50 euro de meno). Ora, io stavo da sola e il mio terribile mojito da 7 euro me l'ero pure pagato, ma sono sottigliezze che il tale – ubriaco alle già 23 – non poteva cogliere.
Comunque, sono contenta che l'ubriacone pensasse che con il mio deretano posso farmi offrire da bere; toccherà che pensi seriamente ad avviare un business. Se volete, fateme un fischio e vediamo di unirci, noi pagafanta, per fare un tour de baretti, che so' io. Così alziamo due lire e via, verso nuove mete. Detto ciò, passiamo a quello che possiamo trovare in libreria. E sbrigamose pure che c'ho da fà, daje.

Ma da quand'è che è legale prendere un'immagine da Second Life (o la prima versione di The sims per pc), metterci uno sfondo di un arancione terrificante e farla passare per un lavoro di grafica che, addirittura, merita una copertina di un libro? No, ditemelo, perché io non pensavo che uno potesse fà na foto mentre sta a giocà a The Sims e poi usare l'immagine a scopi commerciali. Cioè, chiaramente la simmina stava andando ad affacciarsi alla finestra – ogni tanto i sims lo fanno, soprattutto nel 2 che ci sono le stagioni e se piove loro si affacciano e normalmente bestemmiano in simlandese – e il grafico, a sua insaputa, le ha fatto una foto. Ora, io non lo trovo affatto giusto. Abbiamo avvertito la Electronic Arts? Chiamateli, per favore, sennò lo faccio io da qui.
Ma poi lei completamente finta e quadrata (proprio come in The Sims 1, vi invito ad aprire questa immagine) e lo sfondo, preso da una cartolina di zia Lilla che è andata a Parigi e photoshoppato a membro di cane? Il cielo arancione "men at work" poi è un pugno in un occhio che pure l'Anas insieme alla Società Autostrade, sicuro, c'hanno qualcosa da dire in merito. Ma poi che messaggio vogliamo lanciare alla gente? Una, su un ponte, con la scritta "sei pronta a sacrificarti per amore"? Stiamo incitando la gente pixelata a uccidersi per caso? Uno già c'ha i complessi che pare appena uscito da un videogioco dei primi anni 2000, deve pure suicidarsi per amore? La scheda dice che la nostra amica pixelata si domanda come era la vita di Vincent prima di chiudersi a giocà a The Sims h24 e creare lei. Eh, amica, sicuro era meglio, perlomeno parlava con gli esseri umani e non coi Sims. Poi, sia chiaro, io sono una vera fan del gioco, cioè ce l'ho ovviamente installato sul pc e ce passo le ore vere, però non mi fidanzo con Maurizio Alberghini (solo i veri nerd potranno capire a chi mi riferisco, lo siento per tutti gli altri). Ovviamente, non dimentico di menzionare la mano sinistra che ospita l'indice di ET in mezzo a dita normali. E vabbè, il tocco alieno ce sta sempre bene.

lunedì 7 novembre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 7/13 novembre


E anche oggi è lunedì (di già). Poi mi dite come fa il tempo a correre così, senza avvertire. Cioè, ieri sera stavo semplicemente pensando a quanto sarebbe bello essere un cane, almeno per un giorno – pensieri filosofici alti, come potete vedere – quando mi sono accorta che era domenica sera e io non solo ero stata tutto il giorno in giro, ma non avevo neanche preparato il post. Non sarebbe male se non fosse che oggi me devo dà sbrigà che devo fare dei giri burocratici e non solo. E invece siamo tutti qui, io con il mio tazzone di caffè davanti (santità alla caffeina subito!) e voi, invece, magari siete già al lavoro da quattro ore – il fancazzismo è la mia arma segreta, lo faccio così bene e con così tanto impegno che non capisco perché nessuno ne abbia ancora fatto una professione. Mah. I misteri dell'umanità, proprio.
Detto questo, qui sopra stanno succedendo delle cose, con molta molta molta calma, ma stanno succedendo delle cose. Ve ne accorgerete :muauauaua: risata malefica.
Ma basta cinciallegrare, vediamo un po' le uscite della settimana (poche eh, perché le case editrici si stanno preparando al Natale).

La copertina de La lettrice, vedete, non sarebbe neanche troppo male se non fosse che la modella, prima di prestarsi per la foto, s'è certamente calata un kg e mezzo di funghi allucinogeni. Tesò, che stai a guardà con quella faccia? Allora, o hai in mano una copia del kamasutra e stai lì a domandarti il perché tu abbia i tendini delle gambe corti (tranquilla, ti capisco, le mie gambe si stendono solo se sto sdraiata. Cioè, se ci provo a sollevare una gamba mentre sto in piedi, se ne sta lì tutta piegata che io boh, non capisco come sia possibile avere i muscoli e i tendini così atrofizzati a soli 31 anni), oppure sei super fatta di qualcosa, non ci sono altre spiegazioni.
E, vedete, non sarebbe davvero tanto male, se non fosse anche che al grafico gli è sfuggito il pennello per ridipingere lo sfondo e ha inglobato le maniche del giubbino di jeans. 
Amico grafico, c'hai combinato? Stavi a fà la copertina mentre parlavi al telefono? Non t'è sorto il dubbio, prima di consegnare il lavoro al grande capo, che c'era qualcosa che non andava? Hai mai visto un giubbino di jeans che cambia colore così senza che si sia irrimediabilmente rovinato in lavatrice? Suvvia, mancano proprio le basi eh (anche della moda, mica solo di Photoshop).
Il simbolo dell'infinito sopra e sotto nun se po' guardà (soprattutto sotto che, per farcelo entrare, lo abbiamo pure schiacciato), ma queste sono le regole base della decenza e me sa che il grafico in questione non le conosceva proprio. 
La scheda non ci dice se Sefia, dopo aver visto quelle immagini e valutato la sua prestanza fisica, abbia o meno deciso di iscriversi a un corso di pole dance o abbia anche solo pensato che forse il kamasutra non fa per lei, ma ci dice solo che il padre è morto, che vive con la zia Nin che poi viene rapita e che, nel suo mondo, leggere è un'attività proibita. Sefia, amore, ma non sarà che porti un attimo di sfiga? Passa in chiesa prima e fatti benedire, poi vediamo se non è il caso di cambiare libro e leggersi un bel trattato sul malocchio, altro che kamasutra. Ai muscoli atrofizzati ci pensiamo dopo, quando smetterai di uccidere o far rapire tutti quelli che ti circondano.

Quando vedo le copertine dei libri storici provo pena per l'autore, per il grafico e pure per chi se li legge questi libri.
È un sentimento incontrollabile, che mi pervade così, senza preavviso e tutto d'un tratto. Come adesso.
Guardo questa copertina e, a parte chiedermi il perché della sua esistenza, mi sento in pena persino per il poraccio che s'è prestato, vestito da cretino, a fà sta foto. Sai quanti scatti hanno dovuto fà prima che ce ne fosse uno brutto abbastanza da poter utilizzare? Roba che Umberto qui accanto, a fine giornata, è tornato a casa con un principio di artrite alla mandibola e con il braccio sinistro lussato.
Dell'altro braccio non abbiamo notizie, né fotografiche, né reali. Chissà, magari lo ha perso prestandosi per altri scatti (cosa molto probabile). 
Di queste copertine, comunque, continua a piacermi l'enorme quantità della roba che ci sta scritta sotto, mancava solo un'altra riga, che magari elencava la lista delle cose che devo comprare oggi al Lidl, e poi era completa. 
Ad ogni modo, la scheda non menziona la tempesta di sabbia in atto, né ci rassicura sul braccio destro di Umberto, no. Anzi, ci dice che siamo in Britannia (dove a quanto pare le piogge acide e le tempeste di sabbia sono all'ordine del giorno) e che mentre Catone è un figo e cerca di penetrare le colline, il nostro amico Umberto, altrimenti detto Macrone, è ferito ed è rimasto indietro nella corsa alla conquista del territorio. L'inverno sta arrivando e pure le tempeste di neve (siamo sicuri sia neve? A me me pare più che altro una raffica di vento nel Sahara ma io non so' imparentata con Giuliacci, quindi cazzo ne posso sapè? Niente. Manco parlo del meteo con gli anziani alla fermata dell'autobus, per cui so' proprio la persona meno indicata per dire qualunque cosa in merito). E niente, basta. Cioè, questa è la storia più o meno. Riuscirà il nostro Umberto a ritrovare il braccio perduto e a non farsi accecare dalla sabbia negli occhi? 

Lo scontro totale tra islam e cristianesimo che insanguinò il medioevo. Perché, ce n'è stato uno parziale che ha insanguinato, (però poco eh, giusto du' gocce) gli anni precedenti? Ma che vor dì totale? Le guerre ve risultano parziali per caso? O che ne so, che si trasformano in una partita a scopone scientifico?
– Scopa! Me tocca er Lazio! Non famo che me date la Basilicata che è troppo piccola e non ci posso piazzà due alberghi, ma solo le casette verdi e ho finito i pezzi da 100 euro.
– No eh, a me me tocca Tel Aviv ma a 'sto giro so' finito in carcere e non posso uscire se non faccio due 6.
– Hey, state nella mia casella de La Mecca, non fate i fighi che so' 50 euro cadauno. Poi, se passate pure dalla casella della Basilica di San Paolo so' che cazzi vostri, è pure Porta Santa e vale deppiù.

Ma che è? Gente, dopo anni di copywriting e clienti esigenti, poi leggo 'ste cose (scontro TOTALE) e mi ritrovo a inneggiare all'analfabetismo eh, ve lo dico. 
Sul resto non so che dire, ho esaurito le parole guardando la faccia del cavallo. La scheda sta qui, leggetevela voi e ditemi se scoprite di scontri parziali o a puntate ché io non ne conosco.


Per questa lunedì è tutto, vi auguro una marea di partitone a scopone scientifico e, mi raccomando,  se giocate a questa versione dello scopone, occhio alle caselle con le Porte Sante che valgono deppiù.
Abbraccioni e tempeste di sabbia dritte dritte negli occhi per tutti voi. Salutatemi il braccio di Umberto!

lunedì 31 ottobre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 31 ottobre – 6 novembre


Buongiorno!
In questi giorni sono tipo in mezzo a una tempesta ormonale e mi succedono cose che non riesco a controllare e, soprattutto, mi passa il tempo come fossi a bordo di una specie di macchina del tempo super veloce. Oggi è lunedì, domani già venerdì. Non capisco come sia possibile ma va bene così (cioè, anche no, ma che posso fà? Il rallenty nella vita reale non esiste, ahimè).
Cerco un modo per evitare che i giorni mi sfuggano di mano, suggerimenti? Trucchi? Atteggiamenti che voi mettete in atto? Tra l'altro, con la scusa della macchina del tempo super veloce, me se sporcano subito i capelli e fà lo shampoo è una delle cose che io ho sempre odiato, soprattutto a causa della mia incapacità di asciugarli in modo decente: ergo ho sempre dei capelli terrificanti. Per cui, ecco, 'sta cosa tocca risolverla che se c'avessi dei capelli orrendi ma non lavati un giorno sì e uno no starei meglio emotivamente, almeno lo shock della capigliatura obbrobriosa ma appena lavata non sarebbe ogni 36 ore circa. Insomma, se c'avete dei modi per evità tutto questo fateme un fischio.
Ma adesso andiamo a vedere cosa l'editoria ha in serbo per noi questa settimana, ché dei miei capelli abbiamo già parlato abbastanza.

Premesso che il tipo di inquadrature che mi fanno sentire una formica nel mondo degli umani non me so' mai piaciute, permesso che il verde bile dopo una serata brava tra fiumi di alcol è il colore più brutto ever che abbia mai visto e premesso anche che la gente in pigiama nei parchi mi fa sempre domandare se ci sia centro di detenzione per serial killer nelle vicinanze... Ecco, premesso tutto ciò, mi sento di dire che questa copertina mi fa esperire stati di scomoda e maleodorante aerofagia acuta. 
Perché, dai, che so' 'sti contorni tagliati con l'accetta? La faccia di lei pare non avere un profilo vero, essù. 
E a noi ci sta bene tutto, veramente, ormai ci siamo abituati al peggio – e voi, forse, pure più di me – ma la totale assenza di contorni smuove sempre qualcosa di brutto e cattivo dentro di me. Sarà che una vita da blogger molto miope mi fa essere particolarmente sensibile all'assenza di contorni nella vita reale e, quindi, quando vedo che questi mancano anche nella vita non reale mi sento un po' morire, ma per favore, per favore gente, ribelliamoci a questo scempio. Miopi di tutto il mondo, uniamoci contro la mancanza di contorni anche nelle copertine!
E poi vorrei capire come fanno a piovere petali di papavero dal cielo. Le ipotesi possono essere due: lei strappa i papaveri e come una deficiente se li lancia addosso (quanti anni hai, ciccia? Cinque?) oppure è chiaramente una delle Piaghe d'Egitto che è sfuggita alla Bibbia. E se è così, ragazza, io me preoccuperei che come minimo quei petali so' acidi e, se ti cadono in faccia, diventi una lebbrosa in meno di un nanosecondo. Poi ti si comincia a sciogliere la faccia, si presentano bubboni purulenti, in un momento arrivano tizi incappucciati che te portano al lazzaretto più vicino a casa e muori in solitudine sperando che nessuno si ricordi di te come l'untrice maledetta. La scheda non getta luce sulla pioggia acida di papaveri, ma ci dice che L'anno dei fiori di papavero narra la storia di Nicole, cresciuta da una madre single che si è sempre rifiutata di parlarle del padre, che rimane incinta e il fidanzato, scoperta la lieta novella, la abbandona soprattutto perché scopre che il bambino ha una malformazione cardiaca. Ora, d'accordo, non sei rimasta con la faccia liquefatta dalla pioggia di papaveri però, tesò, un po' di sfiga te l'hanno portata. Lo vedi che è una delle nuove Piaghe d'Egitto? Io, senza sapè niente, t'avevo avvertita. Il tuo lui, comunque, è un simpaticone, non c'è che dire.

Una bella scala a chiocciola che ti fa vomitare l'anima dopo la terza curva (che poi, non so se avete notato, ma è infinita, non c'ha manco una piazzola di sosta... Cioè, sta tizia è un miracolo se non è morta dopo aver salito tutte quelle scale! Io sto al quarto piano senza ascensore e ogni volta che penso di dover tornare a casa, soprattutto con la spesa, mi viene da piangere)... Dicevamo, una bella (e comoda!) scala a chiocciola da salire in mezzo al muschio e alle piante. Me dà l'idea di un posto poco umido, dove non c'è alcuna possibilità di farsi venire l'allergia in primavera, no?
Che poi, un secondo, ma la nostra amica sta salendo o sta scendendo? Vuoi vedè che il nostro caro grafico ci voleva quasi che fare una citazione di quelle culturali e c'ha messo di mezzo Escher? Sono quasi commossa, soprattutto perché la tizia a 'sto punto, facendo la scala che non sale e non scende, sarà tipo sudatissima e non può manco togliersi il mantello che poi non sa 'ndo metterlo. 
Perché, io non so se v'è mai successo d'annà a un concerto in pieno inverno tipo al Palalottomatica, che fuori ci stanno meno diciotto gradi poi entri e ce ne stanno invece 180, con la condensa del sudore della gente che è morta lì dentro, cercando di raggiungere la prima fila. A me è successo, e ve giuro che il cappotto non sai 'ndo metterlo, dopo un po' te pesa come se stessi a saltà con un sacco di patate di 8 kg attaccato al braccio. E quindi io la tizia qui la capisco, che sale e scende col mantello, che non sa dove metterlo e che sta sudando copiosamente. Tesò, quando raggiungerai la meta fatte 'na doccia, te prego, e coprite che te prende un coccolone. La scheda, vi tranquillizzo, non ci dice niente sull'eventuale polmonite de 'sta povera disgrazia, ma ci dice solo che Rachelle combatte creature teribbili, che è al servizio del Regno, che c'ha un sacco di problemi, na vita dedicata al lavoro e poi non c'hai manco la pensione o no stipendio decente. Rachelle, te capisco amica, ma che vuoi farci? Ce semo passati tutti, pur'io che ho cominciato a lavorà con uno stipendio di 175 euro. So' con te, resisti e tieni duro. E mettiti la canottiera sotto, che poi te se scoprono i reni e non c'hai giorni de malattia col contratto a progetto, poi sennò te dicono che pòi tranquillamente lavorà da casa con la febbre a 40 e il bocchettone pe' l'ossigeno.


Per questo lunedì è tutto, vi auguro infinite piogge acide e fiatoni da scale infinite. Alla prossima settimana, abbraccioni!

lunedì 24 ottobre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 24/30 ottobre



Persone, gente, lettori!
Come ogni lunedì, siamo qui presenti per parlare di ciò che potete trovare in libreria. Ci tengo a segnalarvi questa roba così che, dovesse capitarvi di imbattervi in uno di cotali volumi, la vostra retina – già precedentemente preparata allo scempio – non ne rimarrebbe troppo provata. Certo, che vi rimanga illesa è praticamente impossibile, ma rovinata solo per metà. Ricordate, però: quando decidete – o siete costretti per qualsivoglia motivo – di passare vicino ad alcuni reparti delle librerie, sappiate che è bene sempre indossare gli occhiali da sole. Per inciso e per completezza di informazioni, gli occhiali da sole servono per:
a. Non far vedere ai passanti che correte il rischio di diventare ciechi e/o di perdere un occhio guardando la copertina di un Newton Compton poporno;
b. Riparare i vostri acuti occhietti dai colori sgargianti di suddette copertine;
c. Poter rivolgere uno sguardo indignato a chi questi libri li compra senza essere visti – punto molto importante.
E detto ciò, andiamo ad ammirare! Ah, prima che mi dimentichi: c'ho inserito un Amazon Crossing che sì, blabla, non lo trovate in libreria sì, blabla, Amazon bruttone, cattivone, fa fallire mio zio che vende ancora polli agli angoli delle strade, sì blabla tutto quello che ve pare ma era troppo bellissimo e non potevo ignorarlo.

La prima domanda è: ma lui c'ha una protuberanza al posto del corpo? Cioè, posto che la maglia a righe è di lei – ed è di lei –, quella cosa bianca dovrebbe essere la maglia di lui. È anche sotto la sua testa, ergo dovrebbe proprio essere il suo corpo. Ma che parte del suo corpo? Cos'ha, un braccio che gli parte dritto dritto dal collo? Mi auguro sia una sciarpa, che ne so, un accappatoio, ma guardate pure un pezzo de cartone – ao', ognuno si prepara all'inverno come meglio può – ma basta che non penso all'ipotesi di uno co' tre braccia di cui uno che gli esce dal collo perché, raga, manco Miss Peregrine e i suoi bambini speciali. Oh, c'ho dei riferimenti culturiali che fermate eh, fermate!
C'è da dire anche che mi sono accorta che lei è una lei solo perché la maglia segue le rotondità delle tette, che sennò data l'angolazione, il mento sfuggente e la mancanza di tutto, poteva pure essere un lui (e, a quel punto, la storia prendeva una piega più interessante, secondo me, ma so' opinioni).
L'effetto Crystal Ball ormai è così consolidato che Sperling e Kupfer non può più abbandonarlo quando la Todd pubblica un libro. C'hanno sicuramente provato, smarmellando così tanto il fondo della foto che alla fine, per non far notare la cagata che era, c'hanno dovuto piazzà proprio le bolle di Crystal Ball. Il titolo è bellissimo, i 40 font utilizzati pure, per non parlare del cognome scritto in grassetto ma il nome no. Perché? La scheda non getta luce su questo mistero, ma ci dice che Dakota e Landon – che non so se sono gli stessi degli altri 600 libri – arrivano a New York perché Dakota vuole studiare danza. Peccato che si iscrive alla scuola, due pas assemblé, due fouettés en tournant e lo manda a cagare accompagnando le parole con un elegante grand jeté. Eh, l'amore è così: o dura tanto, o non arriva all'intervallo. E niente, insomma, lui è solo ma per fortuna che c'è Tessa, la sua migliore amica, che lo consola e che non sa cosa sia un grand jeté per cui non corre il rischio di essere mandato a cagare due volte in mezza giornata.

Boh. Io proprio boh. Non so che dire perché fino a quando pensiamo che lo strabismo è figo, c'è poco da dire.
Lei già stava messa male che porella aveva la super mascella come Caio, ma pure lo strabismo? E poi, dico, trucchiamola in modo pesante, così chi non c'aveva fatto caso lo nota subito che c'ha un occhio a destra e l'altro a carissimo amico.
Mi so' letta la scheda e, stando pure a ciò che era successo nelle puntate precedenti, me so' fatta l'idea che la serie della mia amica Armentrout è qualcosa di così terrificante che mi piacerebbe quasi leggere. Riassumento, lui arriva sulla Terra ma non vuole umani come vicini. Purtroppo gli capita lei, che lo strega con lo sguardo, e lui decide di stalkerarla tra le piante. A quel punto lei non resiste al fascino dello schizofrenico e decide che devono stare insieme, ma il governo fa delle cose bruttissime agli alieni senza patria, tant'è che il fratello di Daemon è stato torturato, robbe con esperimenti e mamma mia aiuto, uniamoci contro queste cose brutte, chiamate i compagni alieni etc etc. Insomma, ora pare che il governo ce l'avrebbe pure con gli ibridi, e la vita della tizia strabica è pericolo. Così Daemon deve fare un sacco di cose per salvarla: prima di tutto trovare un oculista bravo che le consigli gli esercizi da fare, poi andare da Salmoiraghi e Viganò ché ha sentito che se compri un occhiale da sole, quello da vista è in omaggio, e poi cercare anche – come se la sua vita non fosse complicata abbastanza – di "tornare nell’oscurità per rivedere la luce e salvare due mondi da conseguenze disastrose". Che io non so mica che vordì 'sta frase, però faceva scena e lo scrittore di quarte di copertina sicuro non l'ha manco aperto per sbaglio 'sto libro – ma non diteglielo che s'offende.

Lo so, lo so: Gelida non è possibile trovarlo in libreria, ma questa ragazza dal collo più largo della Salerno-Reggio Calabria non potevopassare inosservata.
Ma che collo c'ha? È enorme, veramente troppo grande. Soprattutto a sinistra della foto, ma che è? Largo ma soprattutto così corto che manco le mucche, gente, manco le mucche.
Quella cosa in basso a sinistra, che a me sembrava il cinturino di un brutto orologio, è un aereo. Sì, è un aereo, avete letto bene. Questo significa che se già con le dimensioni del collo avevamo mandato le proporzioni a farsi benedire (no, seriamente, neanche Poseidone in Pollon ha quel collo), con l'aereo abbiamo proprio toccato il fondo.
La scritta "Bone-Secrets" (con tanto di punto finale) sulla fronte della nostra amica non ho capito se è un tatuaggio oppure no. O forse il punto è un neo? 
L'unica cosa positiva di tutto questo lavoro è il nome del traduttore in copertina. 
Comunque, la scheda dice che Gelida è un romantic suspence (da domani esiste il romantic architect, il romantic carrefour, il romantic benzinaio e pure il romantic acqua e sapone) che ci racconta la storia di Brynn, un'infermiera forense che indaga su un incidente aereo non so da che parte in montagna e allora, forza gente! Sbrigamose prima che ariva lo yeti, e niente vanno là lei e un tale che si chiama Alex ma so' tutti morti perché oh, stamo in montagna, mica a Ostia. E insomma la storia si fa seria perché l'unico superstite che è sparito è il famoso criminale che si trovava a bordo di quell'aereo. Così, tra un'indagata e l'altra, Alex si rende conto che Brynn è proprio bona e sticazzi se so' colleghi. Cosa succederà? Nella loro intimità useranno i lacci emostatici e le sedie a rotelle per giocare a medico e paziente? Oppure Alex fingerà di essere un poliziotto ma sotto il vestito indosserà mutande gommose? Scoprivatelo su Amazon, costa solo 10 euro!


Per oggi è tutto, scusate il ritardo ma è stata una mattinata piena. Vi auguro una settimana piena di gente che vi manda a quel paese con un plié. Al prossimo lunedì!

lunedì 17 ottobre 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 17/23 ottobre


Buongiorno miei prediletti!
È finalmente lunedì (incredibile come passa il tempo) e io devo ancora capire quando e come tornare qui sopra a parlarvi di libri. Ma possiamo farcela, possiamo farcela. Forse il periodo del cactus e la poca voglia di leggere qualsiasi cosa sia più lunga del tempo di cottura dei maccheroni volge al termine, e quindi che magari torno presto a parlarvi di libercoli. 
Ricordiamoci che venerdì sono ospite nel simpatico blog di Clacca, quindi ecco via, ricordatevi così mi leggete anche lì (dovessi mancarvi). E poi, in ultimo, sappiate che sto lavorando per voi e inaugurerò una nuova rubrica tra qualche giorno, diversa da 5 is megl che one (che se vi siete persi siete proprio delle brutte persone). 
Adesso, però, basta coi convenevoli, andiamo subito a vedere che cosa possiamo trovare in libreria che raga, davvero, c'ho una voglia matta di presentarvi lammèrda di questa settimana. Invero oggi dovrei anche fare i compiti e invece stiamo tutti qui allegramente a trastullarci. 

E niente, dreamology. Che è pure difficile da pronunciare (bene eh, no all'italiana),  dreamology. Come fa a esse un successo del passaparola, co' sto titolo, è uno di quegli enigmi che manco l'amico nostro Enricone Ruggeri c'ha potuto fà una puntata de Mistero. 
La copertina non sarebbe manco tanto mal fatta, se non fosse per la sua concezione. Cioè, ormai siamo ben oltre il concetto di fascetta, la frase della fascetta la imprimiamo direttamente sulla copertina. E siamo anche ben oltre il semplice gioco di filtri, considerando che il cappello della tizia pare finto, che ne so, de plastica. Il taglio della foto, se proprio vogliamo entrare nel dettaglio, non è manco tutto sto granché. Cioè, va bene tutto, vanno bene i faccioni in copertina, vanno bene le ragazze pseudo bone, vanno bene anche le posture innaturali (che so' tutte cose che ormai vanno talmente tanto di moda che se fai una copertina normale capace che in libreria non te caga nessuno), ma le braccia almeno gliele vogliamo lasciare? Che è sta cosa che se non stai attento pensi che sia una tipa bona, probabilmente addormentata in piedi – ao', non tutti so' portati per gli after di electro-vermut –, e senza braccia? Me fa impressione 'sta cosa. Oltre ad avere lo shatush peggio riuscito della storia, ma questo è un discorso delicato ché io non so' parrucchiera e non me intendo, ma comunque me pare che lo shatush fosse già fuori moda non appena diventato di moda. E se non lo era faceva bene a esserlo, dato che spesso c'avevi risultati che manco le detenute a Rebibbia se tingono i capelli così male. Adesso, comunque, sicuro lo è. Ivano, il mio parrucchiere a Roma, non lo fa più da almeno un anno e lui sì che se ne intende, mica come me. Parlavo dello shatush e m'ero scordata dell'importanza della trama! La scheda ci dice che Alice non va spesso dal parrucchiere però immagina di avere un fidanzato che ama alla follia. Fidanzato che NON esiste. Però, piuttosto che essere ricoverata nell'ospedale psichiatrico più vicino, Alice vive una vita normale fino a quando non incontra proprio lui, Max, nella vita reale! Però il vero Max è diverso dal Max che vive solo nella testa di Alice. Questa è la storia d'amore di due psicopatici, ci metto la mano sul fuoco.

Dici, si potrà mai rovinare un quadro di Da Vinci? Dici, no perché, cacchio, è Da Vinci. Difficile rovinare una cosa così bella. È come dire, che ne so, si può rendere una copertina Newton Compton bella? No che non si può, è Newton Compton. Eh, e invece ce l'abbiamo fatta a rovinare Da Vinci. Io raga, fino a oggi, credevo che non fosse possibile rendere una cosa molto bella molto molto molto brutta. E invece, ao', me so' dovuta ricredere. D'altronde, così come non puoi rendere bella una copertina Newton Compton, puoi rendere brutta una cosa bellissima. Me pare che fili come ragionamento. E in redazione, quel giorno, il grafico deve essersi proprio impegnato tanto, perché non ci sono altre spiegazioni.
Ha messo gli avanzi della carta del regalo che gli aveva fatto la nonna Giacomina per il compleanno (magari era un set da mezzopunto, sapete no, quelle cose che devi ricoprire col mezzopunto una bella scena di caccia del '700) sopra a un'immagine della Monna Lisa e tadà: la cagata è servita.
Mi piace molto la cura con cui la carta del regalo da parte di nonna Giacomina è stata posta sull'immagine di quella poraccia della Monna Lisa, mi piace soprattutto il gioco praticamente inesistente delle ombre e il completo disinteresse per la tridimensionalità e la profondità. Perché mica è cosa da tutti eh, esse così poco bravi con Photoshop. Perché, cacchio, provateci voi. Io c'ho provato a modificà qualche immagine e succede che Photoshop te mette un sacco di livelli de gniente che poi te non riesci a toglie, ma non è che aggiungi cose. Se c'hai molta fortuna, non riesci manco a cambià il colore de una porzione dell'immagine neanche seguendo il tutorial su youtube (che è quello che succede sempre a me). Ma comunque, pare che sia un grande thriller e anche un thriller geniale questo, almeno lo dice la scheda (e anche la copertina già infascettata). E comunque decidetevi: o grande o geniale. Succede che L'ultima cena di Da Vinci viene distrutta, un gruppo di fotomodelle viene rapito e seviziato e quando riappaiono sono tutte sfigurate in volto. Nel frattempo, nel mondo un virus informatico distrugge tutto tutto tutto ma proprio tutto, pure l'immagine mia nella fotocamera del bancomat su Avenida Diagonal dove ho prelevato ieri. TUTTO. Poi arriva una scienziata, alla quale hanno rapito la figlia, che fa luce sul mistero: è stata la Monna Lisa. Ed era pure lei che ha usato il mio bancomat ieri. 'Sta mignotta.

Questa potrebbe essere la vera storia del fratello magro di Gambadilegno, il famoso fratello senza faccia, non so se ne avete mai sentito parlare. 
Questo è un guerriero, gente: un tale che dietro c'ha un'esplosione nucleare, i pantaloni più corti da un lato e una gamba veramente secca. Oltre che alla tipica mancanza della faccia. Che, non lo sai che i guerrieri delle battaglie sulle montagne di Dio non c'hanno la faccia ma hanno, al suo posto, na cosa confusa e tutta nera? 
Eh, sapevatelo gente, sapevatelo ché io manco lo sapevo e adesso lo so. E comunque sta cosa che il suo polpaccio sia grande quanto il mio polso mi disturba un poco, fa aumentare i miei già non esattamente pochi complessi sulla fisicità. 
Cioè uno ha un polpaccio grosso quanto il mio polso. E fa il guerriero. Quindi io con le gambe che me ritrovo che faccio? L'elefante a Halloween? Basta per favore eh, non ci voglio manco pensare ché mi vengono le manie poi. 
La scheda ci dice che è un grande romanzo storico, avventuroso, eroico, epico e potente, senza precedenti. Mettiamoceli due aggettivi che cinque non sono abbastanza. 
Vedete, quando Lucilla e Claudio mi hanno insegnato a fare la copywriter, mi hanno spiegato questa cosa per la quale gli aggettivi uno di seguito a l'altro sarebbe meglio se non fossero più di tre. Per questioni di leggibilità, chiaramente. E niente, insomma, da Newton Compton c'hanno problemi pure coi responsabili dei contenuti. Saranno amici o parenti dei grafici. O magari so' i grafici stessi che si improvvisano copy. La trama non è interessante: narra la storia di questo tizio con la gamba secca, e probabilmente che non arriva a pesà 50 kg, che va in viaggio per recuperare l'arca di Noè. Se c'ha quelle gambe c'ha pure le braccia di un ragazzino di 12 anni, 'ndo vai a recuperà l'Arca? Ma stattene nella grotta con la guerra nucleare, dai retta a me, che tanto co' quelle braccine manco riusciresti ad arrampicarti sull'arca. Ma poi arrivi pure tardi, stai già nel 1898, che pezzi vuoi ancora trovà dell'Arca?


Per questo lunedì è tutto, purtroppo. Vi auguro un libro pieno di elenchi di aggettivi e la Monna Lisa come amica! Al prossimo lunedì, abbraccioni.