In questa seconda puntata di 5 is megl che one avrei voluto parlare di libri, ma la lista di 5 libri che... (non vi dico che cosa, ovviamente) ha richiesto più tempo del previsto – eh, so' una tipa precisa io –, così ho optato per un'altra lista. Una lista, comunque, non meno importante di quella che avevo in mente e che vi mostrerò, magari, nella prossima puntata. O forse no? Un po' di mistero ci vuole sempre.
Oggi voglio parlarvi dei 5 film che, in un modo o in un altro, parlano di me. Di me come persona, intendo. Ho sempre pensato che se qualcuno conoscesse un po' i film, i libri, i video musicali che mi rappresentano, conoscerebbe – in una certa misura – anche me. Probabilmente non è così, perché certamente tra mille milioni di persone, ci sono altri che reputano questi film belli (o apprezzabili). Io, invece, non dico che mi piacciono e basta. Nono, gente, sono me. Mi piacciono perché, in un certo senso, parlano di me.
A voi, comunque, l'ardua sentenza: da questa lista, si capisce mica che tipo di persona amabile, bellissima, generosa, fantasticherrima, sono? (Ovviamente mi complimento da sola ché qua, se stiamo ad aspettare qualcuno, moriamo di vecchiaia).
1. Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain).
La prima volta che ho visto il film ne sono rimasta incantata: i colori, la musica, la straordinaria e delicata bellezza di Audrey Tautou, la storia.
Io, probabilmente, non sono bella neanche la metà di Audrey Tautou e non indosso neanche le meravigliose gonne che, invece, indossa Amélie – be', diciamo che la mia alternativa altezza non me lo permette –, eppure ho comunque molto di lei: i maglioncini merlettati, i capelli scuri e corti, la vita piena di sorrisi e pupazzetti, la spensierata ingenuità verso il mondo, la sensibilità verso qualunque forma d'amore, e quella che io chiamo "innata passione per le cose sceme". Nonostante abbia superato l'età di Amélie – ahimè, brutta la vecchiaia eh –, sono ancora alla ricerca di qualcuno che possa diventare quello che Nino diventa per lei. In realtà, però, non lo cerco veramente. Alle volte inciampo in qualcuno che penso possa esserlo, che credo possa avere la stessa mia passione per le cose sceme ma poi, dopo qualche tempo, mi accorgo che viviamo in due mondi diversi: lui troppo aggrappato alla realtà, io troppo intenta a guardare le nuvole e a scorgerci buffi animaletti. Ricordo di una volta in cui, dopo avermi vista giungere al lavoro con un maglione pieno di fiocchi, un mio collega mi disse: – "Sarebbe bello vivere nel mondo di Nereia per un giorno". Forse lo sarebbe davvero, o forse no. Certo è che la gente troppo attaccata alla realtà non potrà mai capirmi completamente.
Questo sono io a dirlo di me stessa, ovviamente, e voi lo sapete meglio di me, nessuno può giudicare sé stesso. Mi piace però pensare che qualcuno di mia conoscenza, guardando questo film, possa pensare a me.
2. One day.
Su One day, sia libro che film, ci sono pareri discordanti. Molta della gente che conosco – anche solo
![]() |
| Whatever happens tomorrow, we had today. |
virtualmente – pensa che sia un libro orrendo e patetico. Cosa che, ovviamente, pensa anche del film. A me, sul serio, dispiace tanto per quelle persone. Mi dispiace soprattutto perché non riescono a guardare oltre, soffermandosi sulla superficie dei fatti. Se si sforzassero di pensare, se si sforzassero di ricordare, troverebbero di certo momenti apparentemente sciocchi, ma in verità stupendi, vissuti con una persona.
Mi dispiace anche perché trovo che sia una storia d'amore – e d'amicizia – molto bella e intensa. E se penso che qualcuno potrebbe non aver vissuto momenti belli neanche la metà di quelli vissuti da Emma e Dexter... be', mi rattristo per gli altri. Emma e Dexter possono essere reali anzi, lo sono.
Si rincorrono per anni e, quando finalmente si trovano, vivono dei momenti semplicemente bellissimi. A me è successo, di rincorrere qualcuno intendo, e mi è successo di essere la Emma della situazione. In verità io sono sempre Emma: intrappolata in una vita "reale" che, la maggior parte delle volte, risulta essere non solo non all'altezza delle aspettative, ma anche poco stimolante. Non lavoro (non ancora, almeno), in un brutto ristorante messicano e non ho un fidanzato idiota, ma mi è accaduto – più spesso del dovuto – di accontentarmi di ciò che la realtà poteva offrirmi, nascondendomi dietro un mondo parallelo del tutto immaginario, senza trovare la forza di uscire allo scoperto e sbocciare. Emma vive costantemente, quando non è con Dexter, una vita senza alti né bassi, ma che le offre la tranquillità tale che le permette di rifugiarsi nelle sue comfort zone. Eppure la vita, invece, dovrebbe essere sempre vissuta come fosse essa stessa una comfort zone.














